L'ultimo post anti Trump poi la sparatoria: attacco ai Repubblicani

Un attivista pro Sanders assalta un raduno di politici del Gop: grave il capogruppo Scalise

New York - Questa volta il terrorismo islamico non c'entra, e nemmeno l'estremismo interno che riconduce sovente alla matrice suprematista. Questa volta a tentare la strage è stata una persona profondamente radicata nella sinistra americana, e un fermo oppositore di Donald Trump e del suo partito. Sulla sua pagina Facebook aveva come foto profilo l'ex candidato alle primarie democratiche Bernie Sanders vestito da Zio Sam, e in un recente post aveva chiesto l'impeachment del presidente.

Al campo da baseball di Alexandria, in Virginia, a mezz'ora da Washington, doveva essere una giornata di festa, con la squadra di baseball repubblicana che si allenava di primo mattino in vista della sfida annuale prevista oggi contro il team democratico. Un evento che risale al 1909 e rappresenta uno dei rari momenti di distensione della politica americana, soprattutto ora, mentre è in corso la tempesta del Russiagate. Invece intorno alle 7 locali James Hodgkinson, un uomo bianco di 66 anni originario di Belleville, in Illinois, è arrivato al campo e ha aperto il fuoco, ferendo il deputato della Louisiana Steve Scalise, due agenti della polizia di Capitol Hill e due assistenti di altri politici del Congresso. Hodgkinson, che è morto per le ferite riportate, aveva con sè un'arma d'assalto simile ad un M-4, una pistola e molte munizioni: secondo i presenti solo la presenza degli agenti del Congresso che seguono Scalise ha evitato che compisse un massacro.

Il deputato di origini italiane, operato all'anca e ora in condizioni critiche, è infatti uno dei più alti esponenti del partito repubblicano alla Camera, il numero tre dopo lo speaker Paul Ryan e il leader della maggioranza Kevin McCarthy. Scalise è un fedelissimo di Trump, fermo sostenitore del diritto alle armi e in prima linea per smantellare l'eredità di Barack Obama. Nel 2002 è stato protagonista di un episodio controverso (per cui si scusò) quando ha tenuto un discorso ad una conferenza organizzata da un gruppo di bianchi suprematisti fondato dall'ex leader del Kkk Duke, che durante l'ultima campagna elettorale si è schierato con il tycoon causandogli non poco imbarazzo. Il Commander in Chief ha definito il deputato un vero amico, un patriota, e ha lanciato un appello all'unità: «Siamo più forti quando siamo uniti e lavoriamo insieme per il bene comune - ha affermato in diretta tv, esprimendo - ammirazione per il coraggio» degli agenti intervenuti ad Alexandria. «Molte vite sarebbero andate perdute - ha aggiunto - se non fosse stato per loro».

Intanto, l'Fbi indaga nella vita di Hodgkinson, liberal che considerava il presidente un traditore «da distruggere». Prima di scaricare la raffica di proiettili, il perito immobiliare di Belleville avrebbe domandato a uno dei politici sul campo se giocavano repubblicani o democratici. Recentemente su Facebook aveva chiesto l'impeachment di Trump, che «dovrebbe andare in carcere per tradimento», e nel 2015 aveva attaccato anche Scalise sul social network. Hodgkinson era un grande sostenitore di Bernie Sanders, di cui compaiono molte foto sulla sua pagina. Sanders ha detto che l'uomo avrebbe «apparentemente» fatto il volontario per la sua campagna elettorale, ma ha anche condannato duramente il suo «atto deplorevole»: «Sarò chiaro, la violenza sotto ogni sua forma è inaccettabile».