L'unica soluzione praticabile. Spostare in Africa gli hotspot

La Cancelliera (pressata dai falchi Csu) è d'accordo. Difficile la revisione di Dublino di cui parla Conte

Da una parte un presidente del Consiglio italiano per molti versi ignaro di cosa si aspettino da lui Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i due vicepremier dei Cinque Stelle e della Lega da cui dipende. Dall'altra una Cancelliera nel mirino di Horst Seehofer, il ministro dell'Interno, leader della Csu bavarese, pronto a far cadere il governo se la Merkel si opporrà ad un piano anti-immigrazione basato, tra l'altro, sul respingimento alla frontiera di quanti si son visti negare l'asilo da altri Paesi europei. Ieri sera a Berlino andava in scena, insomma, il vertice di due premier sotto scacco. Due premier costretti a scegliere non il meglio, ma quello capace di garantire ad entrambi un equo compromesso per sopravvivere sul piano interno. Giuseppe Conte, ad esempio, arriva con tre piani assolutamente teorici, di cui solo uno ha qualche possibilità di sopravvivere alle esigenze della Cancelliera. La proposta, buttata giù per soddisfare i Cinque Stelle, che prevede di orientare i fondi europei verso misure di sostegno a favore dell'inclusione sociale come il reddito di cittadinanza è chiaramente già morta ancor prima d'incominciare. E, infatti, la Merkel lo saluta, già nelle anticipazioni, con un poco incoraggiante «vedremo».

Ma anche la proposta italiana di revisione del trattato di Dublino - più volte citata da Conte nel precedente incontro con Emmanuel Macron - ha ben poche speranze d'entusiasmare la Merkel e il suo cane da guardia Seehofer. La revisione di Dublino, già bocciata al summit europeo di Lussemburgo ai primi di giugno, ha infatti il difetto di imporre la redistribuzione dei migranti arrivati negli altri Paesi senza contenere i nuovi arrivi. Esattamente l'opposto di quanto previsto dal masterplan messo a punto dal «falco» della Csu. Ma anche sul fronte italiano il piano di Conte non gode di grandi favori. L'introduzione di un diritto d'asilo europeo non garantirebbe, infatti, il trasferimento all'estero di molti dei disperati approdati in Italia proprio perché privi dei requisiti indispensabili per l'asilo. La proposta si tradurrebbe, dunque, in un altro autogol su cui Salvini sarebbe il primo ad imporre il veto. L'unica proposta capace di far coincidere le esigenze di Conte e della Merkel resta dunque quella per la creazione di centri di identificazione e rimpatrio (hotspots) extra europei. Comportando necessariamente l'invio di una missione di Frontex appoggiata da adeguate forze di sicurezza europee è la sola in grado di garantire una riduzione degli sbarchi accompagnata da misure per la lotta ai trafficanti di uomini. Dunque è l'unica in grado di soddisfare anche Horst Seehofer convincendolo, nei piani della Merkel, a rinunciare ad un piano anti migranti capace di portare la Germania alla rottura con gli altri partner europei e ad evitare la bocciatura di una Corte di Giustizia già pronta a bollarlo come illegale. Dunque anche per la Cancelliera la soluzione migliore è spostare in Africa la lotta per la prevenzione dei flussi. Per riuscirci deve superare altre due forche caudine ovvero l'incontro di oggi con Macron e il Consiglio Europeo di fine giugno. Anche il presidente francese ha molto più interesse a fermare i migranti in Africa piuttosto che imbarcarsi in una macchinosa e probabilmente infruttuosa riforma del trattato di Dublino. Ed anche per questo appoggiare Conte sulla creazione sugli hotspot europei in Africa e traccheggiare sulla riforma di Dublino era la priorità della Merkel. Così facendo potrà presentarsi al Consiglio d'Europa con un piano d'intervento diretto in Africa capace di convincere Seehofer, metter d'accordo Francia, Italia e Austria e garantirle il sostegno, per una volta, dei Paesi del gruppo di Visegrad contrari a qualsiasi ridistribuzione. Conte, invece, potrà tornare in Italia raccontando ai suoi due dioscuri di aver convinto anche quell'osso duro della Cancelliera.

Commenti

killkoms

Mar, 19/06/2018 - 22:29

bloccarli in africa per rispedirli al mittente!

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Mar, 19/06/2018 - 22:34

E vissero tutti felici e contenti!

Reip

Mar, 19/06/2018 - 22:43

Sono anni che addirittura qui dentro chiunque scrive che bisogna spostare in Africa gli hot spot!!!

DemetraAtenaAngerona

Mar, 19/06/2018 - 22:54

E all'Africa gli si è chiesto il permesso? È d'accordo? Perché un Paese africano dovrebbe acconsentire? Chi se ne farebbe carico con che costi? Cambieranno rotta, arriveranno direttamente in aereo con tanto di documenti...non derubiamo l'Africa, restituiamole un futuro che gli abbiamo e gli portiamo via sotto forma di materie prime ecc...Piano Marshall Africa...e smetteranno o quasi di partire almeno sui barconi per non morire.

venco

Mar, 19/06/2018 - 23:03

Ma i salvati in mare si riportano a casa e non qua per essere integrati, solo se sono profughi di guerra vanno trattenuti fin che finisce la guerra nei loro paesi per poi essere rimpatriati

Ritratto di hernando45

hernando45

Mar, 19/06/2018 - 23:26

Si deve AFFITTARE un posto in Tunisia, possibilmente un'isola come Salvini diceva gia 2 anni fa (lui e avanti) e ce ne sono molte- Dove portare tutti i salvati e da li decider con un solo "METRO" comune Europeo, chi ha diritto ad essere riconosciuto RIFUGIATO (come fanno in TUTTI i paesi del mondo) e viene PROPORZIONALMETE portato in Europa. E chi NO, venendo RIPORTATO al suo paese. Tempo qualche mese di questo "trattamento" e dall'Africa SUB SAHARIANA NON PARTE PIU NESSUNO!!! Buenas noches.

Kost

Mer, 20/06/2018 - 00:02

Secondo me una bella campagna di comunicazione in Africa nei paesi da cui vengono questi disperati per fargli vedere come vivono i loro connazionali nell'Eldorado europeo sortirebbe più risultati della forza e e degli hotspot.

Ritratto di Civis

Civis

Mer, 20/06/2018 - 00:03

Gli hotspot europei in Africa esistono già e si chiamano Ambasciate. Perché siano l'unica via di accesso all'Europa, basta che vengano bloccate tutte le strade illegali, a cominciare dai falsi naufràgi. Vanno controllate tutte le barche al limite delle acque africane, rispedite indietro quelle che chiaramente cercano il naufragio e controllate le altre prima dell'ingresso nelle acque italiane, che i passeggeri abbiano il biglietto di andata e ritorno e soldi sufficienti per mantenersi per i non più di 90 giorni previsti per i turisti. Poi, chi vorrà presentare domanda di asilo, potrà farlo, ma il filtro in partenza e in arrivo dev'essere stretto.

Ritratto di wilegio

wilegio

Mer, 20/06/2018 - 00:34

Ma qualcuno si è pregiato di chiedere cosa ne pensano i paesi che dovrebbero, nelle intenzioni della culona, ospitare questi giganteschi campi di concentramento bonariamente chiamati hotspot? Saranno d'accordo? E poi, sorgono altri due problemini di non poco conto: 1) Chi fa la guardia agli "hotspot"? 2) Come si fa a rimpatriare i non aventi diritto? La vedo molto male!

Marcolux

Mer, 20/06/2018 - 02:34

facciano quello che vogliono. Non me ne frega niente. L'importante è che la smettano di scaricare la feccia africana solo in Italia.

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Mer, 20/06/2018 - 07:33

In effetti - lo dico da diverso tempo - gli hotspot vanno fatti in Africa, se necessario con la forza. L'Ue non è solo un'accomandita di burocrati che studiano modi per metter le mani in tasca alla gente, in particolare a quelli del sud europa, paesi maggiormente esposti a migrazioni a mio avviso indotte da "rivoluzioni colorate ed esportazione di democrazia" (...). Oltre che sfruttamenti di risorse naturali da parte di popoli "molto" occidentali. L'Africa è grande, la densità per kmq è di 40 abitanti, aprire le porte della Ue significa far accedeare circa 700 milioni di poveracci. A far cosa nella Ue, a far scappare gli "indigeni stanziali", a incrementare la massa dei disoccupati, precari etc? Merkel datti una regolata!

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Mer, 20/06/2018 - 07:34

In effetti - lo dico da diverso tempo - gli hotspot vanno fatti in Africa, se necessario con la forza. L'Ue non è solo un'accomandita di burocrati che studiano modi per metter le mani in tasca alla gente, in particolare a quelli del sud europa, paesi maggiormente esposti a migrazioni a mio avviso indotte da "rivoluzioni colorate ed esportazione di democrazia" (...). Oltre che sfruttamenti di risorse naturali da parte di popoli "molto" occidentali. L'Africa è grande, la densità per kmq è di 40 abitanti, aprire le porte della Ue significa far accedere circa 700 milioni di poveracci. A far cosa nella Ue, a far scappare gli "indigeni stanziali", a incrementare la massa dei disoccupati, precari etc? Merkel datti una regolata!

Ritratto di Joker2

Joker2

Mer, 20/06/2018 - 08:18

Ci sarà bisogno anche del consenso dei trafficanti libici, ed altri associati, che sicuramente amplieranno la loro Organizzazione partenze e daranno istruzioni precise ed aggiornate ai loro "inviati speciali" già presenti su quel territorio africano per invogliare le partenze, ma che nessuno ancora si dà pensiero di stroncare definitivamente con un raid conclusivo di questa lurida gentaglia che stà destabilizzando l'Italia e l'Europa per arricchirsi alle nostre spalle e di quella gente senza testa che si avventura pericolosamente, invece di reagire nei loro paesi affinchè vengano date migliori opportunità di vita e democrazia!!

killkoms

Mer, 20/06/2018 - 10:16

alla faccia tua,somar!

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Mer, 20/06/2018 - 10:50

killkoms - 10:16 Chiamasi Antonio Fasano di Mazzara del Vallo (lo trova anche in fessbuck), ex co.co.co. che ora lancia i suoi strali musulmani dalla Germania.

yorick

Gio, 21/06/2018 - 00:45

Mesi fa, forse un anno o poco più,un generale australiano che era incaricato della questione dell'immigrazione aveva offerto i suoi consigli operativi all'Italia.Sia l'Italia con un Governo di sinistra che la U.E avevano sprezzantemente rifiutato perchè, dicevano, essi si affidano alla legge. Intanto l'Australia ha bloccato i clandestini rinchiudendoli a Christmas Island, a cenmtinai di miglia nautiche dal Continente per poi rimandarli a casa loro.E gli australiani non sono nazisti, vero?

giovanni951

Ven, 22/06/2018 - 13:56

l’unica vera soluzione é che restino in africa....gli hotspot non li vuole nessuno per cui, lí sono e lí devono rimanere.