«Ma l'unione dei moderati può partire dall'Ue»

RomaOnorevole Antonio Tajani come giudica la lettera di Silvio Berlusconi?

«È un segnale di novità, una prima pietra con cui il centrodestra batte un colpo. Una iniziativa importante che dimostra che non siamo rassegnati alla vittoria della sinistra e del renzismo».

La collaborazione sulle riforme con Renzi però è blindata.

«La fase delle riforme è quella durante la quale si parla con l'arbitro per stabilire le regole del gioco, verificare le condizioni del campo, controllare che non ci siano buchi nelle reti. Poi, una volta iniziata la partita, le maglie devono essere ben distinte».

Gli interlocutori sembrano schierati sulla difensiva.

«Qui non stiamo parlando di creare un cartello elettorale, ma di un investimento sui valori, sull' idem sentire . Non si tratta di stabilire chi deve comandare, ma di un processo per riavvicinarci ai nostri elettori».

Quale il primo passo?

«Abbiamo una grande occasione per ritrovare un minimo comune denominatore. Sta iniziando una legislatura europea. I valori del Ppe sono quelli di Forza Italia ed è importante creare a Strasburgo una delegazione unica, mettendo fine a una divisione in due che non è utile all'Italia. L'ho già detto a Lorenzo Cesa e Giovanni La Via: bisogna costruire un percorso comune. Tanto più che quella europea è la porta più facile da aprire e non può essere la Merkel a difendere gli interessi italiani. Dobbiamo essere noi a far sentire la nostra voce».

Le Regionali saranno il primo test per un centrodestra unito?

«Le Regionali rappresentano una tappa, non il punto di arrivo. Berlusconi indica una strategia non una tattica. Qui non si tratta di assecondare i sogni di chi fa il ministro o di chi come me fa il parlamentare in Europa, ma di riaccendere quelli dei nostri elettori».

Alfano chiede di ripartire dalla legge elettorale.

«Legittimo, ma non è certo con quello che risolviamo i problemi del centrodestra. Magari fosse così facile. Dobbiamo offrire un modello credibile di società, difendere il cittadino da uno Stato oppressivo».

Il centrodestra può prescindere da Berlusconi?

«Berlusconi ha preso carta e penna, un gesto di umiltà fatto oltretutto da chi è più forte elettoralmente rispetto agli altri. No, non si può prescindere da Berlusconi. Ho appena sperimentato le elezioni e vi assicuro che è dura prendere voti senza di lui. Inoltre la sentenza Ruby ha fatto chiarezza di molte cose. Non dimentichiamoci di come cadde il governo Berlusconi. E quella sentenza sta facendo riflettere molto anche all'estero».