L'uomo vestito da uomo Re Giorgio striglia gli stilisti

Il gran finale di Armani: «Facciano delle cose che si possono vedere per strada. E non si parli solo di follie»

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«Diamo lo spazio giusto alla moda nella nostra vita, l'uomo deve lavorare e quindi vestirsi in un certo modo. Poi nel week end uno fa quel che gli pare, ma se ti vesti da scalatore vai a fare una scalata. Ci vuole coscienza e discernimento da parte di tutti. Gli stilisti facciano delle cose che si possono vedere per strada e i giornalisti non parlino solo delle follie. Perché poi la gente ride ma non entra nei negozi». Armani lancia un appello al mondo della moda italiana di cui non vuole essere né il saggio né il decano essendo già molto di più. È infatti l'unico che ha il coraggio di dire la verità prima con i vestiti e poi con quel fenomenale spirito critico che rivolge prima di tutto a se stesso. Stavolta, per esempio, aveva cominciato a lavorare su un'idea cubana dell'eleganza maschile, qualcosa in cui potrebbe rientrare di tutto: da Buena Vista Social Club a Ernest Hemingway, dai colori sgargianti a quelli stinti dal sole dei Caraibi. Poi un altro marchio molto noto (per la cronaca Chanel) ha deciso di presentare la pre collezione donna con una sfilata nelle vie dell'Avana, proprio a ridosso della storica fine dell'embargo cui sono seguiti in rapida successione la riapertura dell'ambasciata americana, la visita di Obama a Cuba e l'epocale concerto dei Rolling Stones.

Inutile dire che Armani ha subito cambiato rotta anche perché, dice: «Cerco sempre di evitare le cose scontate». Quindi nella collezione della prossima estate c'è un profondo lavoro di pulizia per esempio nei colori che quasi non ci sono a parte un bellissimo tono di burgundy abbassato ad arte per una specie di fusione a caldo tra mastice, grigio-pietra, avio più chiaro che squillante e l'inevitabile blu. Kevin Spacey in prima fila applaude con entusiasmo l'arrivo dei completi scuri nel finale, mentre gli addetti ai lavori restano incantati dall'alchimia tra tessuti naturali e maglieria con fantasie a piastrelle che sembrano calcinate dal solleone tropicale. Un'altra cosa sorprendente sono le proporzioni studiate al millimetro per dare il senso del cambiamento nella continuità, un nuovo plausibile. Ecco quindi i pantaloni ampi che non tutti si possono permettere ma di cui abbiamo bisogno per contrastare quella linea stretta stretta e troppo rivelatrice che lo stilista imprenditore definisce «le troppe sigarettine che si vedono in giro». Insomma come sempre Armani chiude in bellezza la tornata della moda milanese, ma avverte anche che non intende più sacrificarsi. Dire che ha ragione è poco e sarebbe stato giusto parlarne durante l'interessantissimo summit organizzato da Camera Nazionale della Moda Italiana nell'Unicredit Pavillon. Invece la schedule non prevedeva il dibattito per cui abbiamo sentito dire cose vere e spiritose tipo la frase di Patrizio Bertelli «Il lusso è come la pizza, ognuno la pensa come gli pare» e autentiche bugie sul successo di questa fashion week ridotta a tre giorni scarsi, con dieci defezioni diconsi 10 e con assurdità organizzative dovute alla totale incapacità di fare sistema.

Il caso più eclatante è la sfilata di Diesel alle 9,30 della mattina e quella di Gucci tre ore più tardi nella stessa scomodissima location di via Valtellina che ha costretto il popolo della moda a deambulare per la città perdendo tempo e aggiungendo inquinamento. Un po' più di pragmatismo ed elasticità farebbe bene a tutti. Bisognerebbe anche chiedere alla prefettura di non autorizzare il raduno dei carabinieri durante le sfilate perché domenica la città è rimasta blindata per ore impedendo a molti di raggiungere ad esempio la location dove Isaia ha presentato una fantastica collezione ispirata da Capri. Stessa storia da Mr & Mrs Furs, ma per fortuna lo show room di via Montenapoleone è rimasto aperto dal primo all'ultimo giorno permettendoci di toccare con mano la nuova Fisherman Jacket ispirata all'eleganza marinare. Furbissima la decisione di presentare la collezione N° 21 da Riccardo Grassi, uno dei migliori distributori italiani che ha sede in Via Piranesi dove sfilano Etro e MSGM. Tre piccioni con una fava, l'unica per cui valga la pena lottare: un lavoro fatto bene.