Lupi finisce nel tritacarne? E per il Pd torna «di destra»

«Lupi? È la destra». La faccenda non è nuova. È da oltre vent'anni che basta un niente per passare da quasi compagni a reietti. Dall'ambito «cattolici democratici» per esempio, a un poco lusinghiero «democristiani». I leghisti, altro esempio, sono passati da «costola della sinistra» a «trogloditi» e «ignoranti» e «fondamentalisti». Qualcosa del genere è accaduto anche a Maurizio Lupi. Il ministro delle Infrastrutture è finito nel tritacarne legato al caso Grandi opere ed Expo 2015 e in poche ore a sinistra hanno deciso di disconoscerlo, anche se fa parte del loro governo, quello guidato dal segretario del Pd Matteo Renzi.

Il Pd milanese, per esempio, dopo aver a lungo accarezzato il sogno di costruire anche con lui una formula centrista per le prossime elezioni comunali, ha liquidato Lupi come un esponente della «destra». Il segretario metropolitano Pietro Bussolati ha commentato così la vicenda: «Dobbiamo continuare a lottare - ha detto - contro corruzione, concussione e infiltrazioni garantendo la completa realizzazione di grandi opere come M4 ed eventi internazionali come Expo, tanto importanti per Milano e l'Italia. La destra appare ancora legata al vecchio modo di fare politica targato Formigoni e dimostra di non saper cambiare passo. Il Pd, al contrario, si impegna per la trasparenza e la legalità a tutti i livelli». Insomma, dopo due anni insieme, sono bastate poche ore per rispedire «a destra» un (ex) alleato prezioso, che la «destra» l'ha lasciata per stare al governo con Renzi.

E se questa è la posizione dei renziani, figurarsi gli altri: «Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi dovrebbe chiedere scusa a Milano e ai milanesi - dice per esempio l'assessore Pierfrancesco Majorino, civatiano e “pisapiano” - E il Pd nazionale dovrebbe smettere di sussurrare parole a mezza voce su questo. Perché la gestione del potere del ministro dà una botta, l'ennesima, alla credibilità di Expo». Uscite che fanno imbufalire gli esponenti di Ncd, che per tutta risposta invitano il Pd a pensare ai casi suoi.