Il lusso di un abito è vestire la fantasia

Da Scervino a Tom Ford pezzi al top. Come il tranch di Billionaire da 250mila euro

Ci sono persone che hanno denaro e persone che sono ricche, osservava Coco Chanel. Tutte e due sono interlocutori privilegiati di quella moda che punta al vero lusso. A uomini che non hanno paura di indossare preziose maglie di cashmere tinte a mano in colori accesi fra rossi gialli e fucsia ma anche con intarsi di palme si rivolge Ermanno Scervino che non ha vie di mezzo quando si tratta di assicurare il massimo piacere nella scelta di pezzi che si addicono a forti personalità fra deliziose camicie di lino e popeline stropicciate ad arte da indossare su magnifici pantaloni stile jogging con banda laterale in contrasto. Ci sono anche i completi d'ordinanza. «Sono sartoriali e piacerebbero anche a Macron, perfetti anche se portati con la cravatta» dichiara il designer mentre una schiera di modelli rappresenta i tanti riverberi dell'animo maschile: c'è chi ha un debole per il military style e predilige i soprabiti double indossati su jeans sfrangiati e camicie scozzesi, chi coltiva una passione per il completo impeccabile bianco, chi non resiste all'idea del bermuda purché garbatamente over. Del resto per vestirli bene gli uomini bisogna conoscerli. Di certo sa il fatto suo lo stilista-regista Tom Ford che è tornato a presentare la sua collezione a Milano scegliendo tessuti di pregio e nuance fuori dall'ordinario. «Ho cominciato dieci anni fa a proporre i colori forti e brillanti, perché passo l'inverno a Los Angeles» dichiara il designer texano prima di mostrare un trionfo di rosa, corallo, turchesi, verdi, blu in una serie bellissima di sinfonie monotonali - vedi la giacca rosa pallido sul pull a V rosa pink e pantalone rosa sbiancato - e poi una strepitosa declinazione di tuxedo fantasia fra i quali quello a volute geometriche nelle sfumature delle acque marine e dei verdi vegetazione e quello con disegno astratto nelle tonalità del turchese e del fucsia». Ma il trionfo del lusso va in scena con la collezione Billionaire Couture che prende ispirazione dal mondo di James Bond. «Nella moda nessuno vuole sentirsi anziano né tantomeno vecchio, c'è sempre la corsa a conquistare i giovani. Noi siamo orgogliosi di far sfilare uomini veri, anche quelli con i capelli candidi» spiega Philipp Plein, direttore creativo del marchio ma anche azionista di maggioranza, con la Philipp Plein International, del brand di proprietà di Flavio Briatore e della business company Percassi. E sfila un concentrato di lusso sibaritico e collaudata seduzione fatto di trench coat e cappottini in coccodrillo pink, rossi, verdi, turchesi, blu o neri che andranno in vendita a non meno di 250 mila euro ciascuno. Del resto un uomo di successo e di molte carte di credito con disponibilità illimitata può concedersi il massimo del fasto distillato per esempio nel tuxedo di paillette o nelle giacche con la scritta «The world is not enough» ovvero il mondo non è abbastanza, in cristalli. Passare inosservati, in questo caso, è una sciocca preoccupazione.

Commenti
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Giano

Mar, 20/06/2017 - 13:34

Spiegatemi la ragione per la quale proponete la foto di un modello nero. Non c'erano modelli bianchi disponibili, oppure perché il nero si combina meglio col colore della maglietta (che per puro caso è rosa)? Comincia facendo una differenza fra persone ricche e persone che hanno i soldi. In verità, quando si parla di moda maschile, la differenza dovrebbe essere fra “Uomini e no”, per citare un titolo famoso di Elio Vittorini. Del resto, quando si vedono sfilare in passerella i nuovi “modelli” a tutto si può pensare meno che a degli uomini; almeno nel senso che questa parola aveva fino a qualche decennio fa. Grazie a certi stilisti e intellettuali sessualmente confusi, siamo arrivati alla creazione del modello unisex non definito. Gli uomini di oggi, secondo questi canoni, sono simili agli UFO (oggetti volanti non identificati); potremmo definirli “Umani sessualmente non identificati”.

Ritratto di Giano

Giano

Mar, 20/06/2017 - 13:35

Basta leggere solo poche righe di questo pezzo (tutto da ridere) e la prima impressione è che abbiate sbagliato target e giornale e che questo pezzo si rivolga a militanti dell’Arcigay. Ma pensate che qui, fra i lettori del Giornale, ci siano persone che “non hanno paura di indossare preziose maglie di cashmere tinte a mano in colori accesi fra rossi gialli e fucsia ma anche con intarsi di palme”? O che si abbandonino al “piacere nella scelta di pezzi che si addicono a forti personalità fra deliziose camicie di lino e popeline stropicciate ad arte da indossare su magnifici pantaloni stile jogging con banda laterale in contrasto.”? Non vi scappa da ridere? Siete convinti che questi siano articoli seri? Che la moda uomo sia una cosa seria? Che sia serio raccontarci tutte le peripezie amorose di Belen Rodriguez o i selfie di Naike Rivelli nuda? Mai un dubbio che forse state sbagliando tutto nella vita? E piantatela con queste “Bip” per umanoidi venuti male.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Mer, 21/06/2017 - 09:01

Son uomo anche quelli li col sandalo da frate e calzino Esselunga, bermuda blu postevecchie, camicia a maniche corte del '76 e marsupio rotto. E non hanno paura. Un uomo, che sia un uomo vero, non ha bisogno di coraggio per vestire di fantasia perché nemmeno tacchi e gonna minerebbero la sua virilità.