Il M5S resiste nei comuni dove governava

A Pomezia il candidato ufficiale del M5S vince la sfida col fuoriuscito Fabio Fucci, sindaco uscente eletto cinque anni fa con i pentastellati. Avanti i grillini anche a Ragusa

Se a Vicenza e Siena il M5S non si è manco presentato, non ha sfigurato totalmente in quei comuni che ha amministrato nell'ultimo quinquennio e dove ha avuto non pochi problemi.

A Pomezia, in provincia di Roma, con il 23,5%, resta fuori dal ballottaggio il sindaco uscente Fabio Fucci che si è ripresentato col supporto di due liste civiche dopo che il M5S gli aveva negato la possibilità di sforare il limite dei due mandati. Al secondo turno la battaglia sarà tra Adriano Zuccalà, candidato ufficiale dei pentastellati e l’esponente di centrodestra, Pietro Matarese. Con metà delle schede scrutinate il grillino ha ottenuto il 28,7% contro il 25,4%. Il candidato del centrosinistra Stefano Mengozzi, invece, si è fermato al quarto posto col 18,8% dei voti.

A Ragusa, il sindaco M5S uscente, Federico Piccitto, ha deciso di non ripresentarsi e, al suo posto, i grillini hanno candidato Antonio Tringali che sfiderà al ballottaggio Peppe Cassì di Fratelli d’Italia. I due sfidanti, quando sono state scrutinate 53 sezioni su 71, sono separati solo da 2 punti percentuali: 22,8% per Tringali e 20,8% per Cassì. Al ballottaggio saranno decisivi i voti degli altri candidati: il civico Giorgio Massari (15,2%), Maurizio Tumino di Forza Italia (13,8%) e Antonio Calabrese del Pd (14,3%).

Anche in Sardegna, ad Assemini, il sindaco grillino uscente, Marco Puddu, ha deciso di non ricandidarsi ma il M5S è risultato comunque il primo partito. La candidata Sabrina Licheri, quando sono state scrutinate 11 sezioni su 22, è avanti col 45% contro il 34,7% del candidato di centrodestra, Antonio Scano. È andata malissimo, invece, per il candidato del Pd, Francesco Lecis che ha ottenuto un misero 8,8%.

Quarto, in provincia di Napoli, è un altro dei Comuni che era diventato un caso nazionale quando Il sindaco uscente Rosa Capuozzo era stata espulsa dal M5S perché coinvolta in una vicenda giudiziaria. Stavolta il simbolo del M5S (così come quello del Pd) non è comparso tra le schede elettorali e la Capuozzo, che si è ricandidata da sola, ha preso solo il 13%. Quando mancano solo otto schede da scrutinare, col 46,3%, è in vantaggio il candidato del centrosinistra Antonio Sabino.

Commenti

pardinant

Lun, 11/06/2018 - 11:10

Per fare il Sindaco, l'onesta ed il rispetto della Legge, non adottando interpretazioni fantasiose sono essenziali. Quelli dei 5S li vedo più adatti del più smaliziato professionista.

pardinant

Lun, 11/06/2018 - 11:11

Per fare il Sindaco, l'onesta ed il rispetto della Legge, non adottando interpretazioni fantasiose, sono essenziali. Quelli dei 5S li vedo più adatti del più smaliziato professionista.