Il M5S sospende 36 dissidenti a Napoli

Gli attivisti sono colpevoli di aver cospirato in un gruppo segreto di Facebook contro il Movimento ma sullo sfondo c'è lo scontro per le candidature a sindaco

Sospesi per aver partecipato a un gruppo Facebook. È successo a 36 attivisti del Movimento Cinquestelle colpevoli di aver partecipato al gruppo segreto denominato ‘Napoli Libera’ creato, secondo i vertici grillini, con "lo scopo di manipolare il libero confronto per la formazione del metodo di scelta del candidato sindaco e della lista per le elezioni amministrative".

Come rivela Il Mattino, però, sullo sfondo, in realtà, ci sarebbe uno scontro tra i due candidati sindaco principali: Roberto Ionta, uno dei sospesi, e Francesca Menna, fedelissima di Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai e membro del direttorio M5S Roberto Fico, in vista delle prossime amministrative. Tra i 36 attivisti sospesi almeno una decina, infatti, aveva presentato tutta la documentazione necessaria, compreso il proprio curriculum, così come richiesto dallo stesso Fico. A denunciarlo, sempre su Facebook, è Vincenzo Russo, uno degli attivisti dissidenti che ora, come gli altri 35 sospesi, avrà dieci giorni per difendersi da questa accusa."Colpendo noi hanno voluto far fuori in particolare Roberto Ionta, che, avendo mostrato delle capacità, faceva paura al gruppo di Fico. Della serie: muoia Sansone con tutti i filistei", dicono i sospesi che sospettano si tratti di mossa studiata a tavolino per aiutare la Menna, fedelissima di Fico, dato che la coincidenza tra l’interdizione e l’avvio del percorso per la formazione della lista non sembra proprio una casualità.