"Macché stalker, volevo solo vedere mio figlio"

Da simbolo contro la violenza sulle donne all'arresto per aver aggredito il suo ex compagno

Ma chi è veramente la bella Rosaria Aprea: la donna-simbolo della lotta contro la violenza sulle donne o la donna capace di usare quella stessa violenza contro un uomo? Personaggio controverso Rosaria, ora agli arresti domiciliari con l'accusa di essere una stalker. Un paradossale gioco di ruoli, se si considera che lei era diventata «celebre» proprio per essere stata vittima di uno stalker (il suo ex fidanzato, Antonio Caliendo, ora in galera). Strano destino quello di questa ragazza casertana di 24enne cresciuta in un ambiente decisamente borderline. Un ambiente dove si minacciare la gente dicendo: «Ho amici camorristi, stai attento a come ti comporti...»; dove, se la gente non capisce con le buone, la si convince con le cattive. Rosaria ha cercato, forse, di uscire da questo gabbia sognando di diventare «qualcos'altro». Prima sulla passerella di «Miss Italia», poi sulla poltrona di «Uomini e Donne». Tentativi falliti, perché il passato non è polvere che puoi nascondere sotto il tappeto, ma un pulviscolo sporco che ti ricorda sempre chi sei e da dove vieni. E Rosaria ha sempre avuto conoscenze - per usare un eufemismo - raccomandabili. Oggi Rosaria si difende e al Giornale racconta: «No, non sono una stalker, sono solo una mamma disperata che voleva riprendersi il figlio». E per questo farà ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli dopo essere finita l'altroieri ai domiciliari su ordine del gip perché accusata di stalking nei confronti dell'ex compagno Pasquale Russo, dal quale ha avuto un bimbo. Secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Aprea si sarebbe recata con un'amica (anch'essa arrestata) la sera del 24 dicembre scorso a casa di Russo, violando la precedente ordinanza emessa dall'autorità giudiziaria che le vietava di avvicinarsi ai luoghi frequentati dall'ex. La 24enne, che voleva riprendersi il figlio, avrebbe minacciato Russo e l'attuale compagna. La mattina di Natale tra Aprea e Russo ci furono denunce incrociate. La vicenda si incrocia con la situazione relativa all'affidamento del bimbo di tre anni avuto da Aprea e da Russo; nel settembre scorso il tribunale civile aveva emesso un'ordinanza che concedeva l'affidamento privilegiato del bimbo a Rosaria, consentendo a Russo di vedere il figlio in giorni prestabiliti; inoltre, proprio in virtù dell'ordinanza che vietava a Rosaria di avvicinarsi ai luoghi frequentati dall'ex, il collegio aveva disposto che «lo scambio del bimbo avvenisse tramite i nonni». E dietro quell'espressione - «scambio del bimbo» - c'è tutto il peggio del mondo.