"Macché superteste, non ha visto nulla"

Il parlamentare che frequentava Arcore: "C'ero, si era fatta un film da sola"

Repubblica l'ha ribattezzata «La donna che sapeva troppo». Come fosse la protagonista di un film di Hitchcock. Ma Vittorio Sgarbi vede una pellicola molto più modesta: «Imane Fadil è la donna che non sapeva nulla».

Sgarbi, la modella marocchina è morta, a quanto pare, per avvelenamento. Un fine terribile che i giornali hanno fatalmente legato alle cene eleganti di Arcore.

«Io non so nulla di questa tragedia ma di una cosa sono sicurO. Io ad Arcore l'ho incontrata in occasione delle famose cene del bunga bunga».

Un attimo, Berlusconi dice di non ricordarsi di Fadil. Lei lo smentisce?

«Può benissimo essere che Silvio non abbia memoria. Lei a queste cene è venuta qualche volta, ho letto otto volte, ma era una comparsa, una presenza laterale. Sfocata. Defilata, rispetto a Iris Berardi, Marysthell Polanco e le altre al centro della scena. Non avendo osservato nulla di strano, nulla di anomalo, nulla ma proprio nulla di piccante, Fadil si è inventata questa storia del Diavolo. È difficile parlare di chi non c'è più, ma la verità è che questa modella si era fatta un film da sola, in assenza di fatti concreti».

Scusi, ma come fa ad essere così certo di quello che dice?

«Perché io c'ero, ho partecipato a tutte le cene».

Le cene eleganti?

«Non saranno state cene eleganti, ma di cene si trattava. Io e lui eravamo gli unici maschi. Sempre e solo io e lui. Sempre».

Le ragazze?

«Io ne portavo dieci, le sue erano una ventina».

A tavola cosa succedeva?

«Niente di quello che hanno scritto i giornali, ricamando di fantasia. E guardi che parlo non da amico di Silvio, ma perché così è andata. Prendevamo posto in un grande salone, lui al centro del tavolo, io di fronte».

Sgarbi, ci sono quintali di articoli, libri e sentenze sull'argomento.

«Sì, ma è curioso che io non sia mai stato chiamato a testimoniare».

Che cosa avrebbe riferito ai magistrati se l'avessero interrogata?

«Quello che sto raccontando a lei: io e Silvio parlavamo per un quarto d'ora di politica, poi la conversazione si faceva più allegra».

Allegra?

«Non equivochi. Berlusconi iniziava a raccontare le sue barzellette, con grande impegno e sfoggio di recitazione».

Tutto qua?

«Un attimo. Il rito si ripeteva sempre uguale: verso mezzanotte lui intonava le sue canzoni preferite e le fanciulle formavano un coretto».

Quindi si scendeva nella saletta sotterranea?

«Esatto».

E lì chissà cosa accadeva...

«Ancora nulla. Io e lui parlavamo dei fatti nostri, le ragazze ballonzolavano la lap dance. Grossomodo dall'una, una e mezzo fino alle due, due e mezzo. Poi tutti a dormire: se qualcuna è andata a letto con lui, sono fatti loro. Non mi riguarda, ma tutta la costruzione sul bunga bunga, i balli discinti, i toccamenti, le avance, le allusioni anche pesanti, è tutta fantasia».

E perché alcune giovani avrebbero descritto questo clima da fine Impero?

«Bisogna chiederlo a loro. Si capiva benissimo che lui era il loro punto di riferimento. Per me, erano mantenute. Mantenute, non prostitute che è tutta un'altra cosa. Avevano un rapporto stabile con lui ed erano assolutamente indisponibili con me, anche se io sono un grande seduttore. Qualcuna mi osservava con occhi ammiccanti, ma non ne ho mai conquistata nemmeno una. Invece, un paio di mie amiche dopo qualche serata sono passate dalla sua parte del tavolo».

Ma Fadil aveva confidato il suo turbamento a destra e sinistra.

«Lo stesso meccanismo che si è ripetuto con Francesca Lancini».

Una delle invitate?

«L'ho portata io, in vista del mio programma tv. Volevo un parere da Silvio prima di inserirla nella trasmissione».

Vada avanti.

«È una serata come tutte le altre. La politica. Le barzellette. I canti e i balli. L'indomani Francesca mi chiama e mi lascia allibito: Io non posso più accettare un ruolo nel tuo programma. Siamo stati da Silvio, mi sento turbata, contaminata da Berlusconi. Incredibile, mi sono messo a urlare per la rabbia. Credo che Fadil abbia seguito la stessa onda. Fino a vedere il Diavolo e a disegnare una trama che non c'è mai stata».