La Madia scopre adesso che gli statali truffatori devono essere licenziati

Si indigna per i dipendenti pubblici che timbrano e poi si dileguano. Squinzi: «Li avremmo cacciati anni fa» Brunetta attacca: «Basta applicare la mia legge del 2009»

RomaNon è il mondo di Sofia, ma quello di Madia. Già: la Marianna che tocca a noi italiani, assai gentil d'aspetto e punto rivoluzionaria; ministro della Pubblica amministrazione per volontà di Re Giorgio (Napolitano) e ossequio interessato di Matteo Dux. Ministro a sua insaputa, si direbbe.

Nel mondo di Madia, un mondo magico e fatato, nel quale l'importante è non svegliar il can che dorme, stiamo ancora a presentare «le innovazioni che passano per il digitale» (riannunciate ieri per l'ennesima volta; intanto l'intero pianeta da decenni corre su autostrade efficienti e non sulle nostre liane di Tarzan). Di banalità in banalità, a un convegno di Rete Imprese Italia, la Madia si difende frugando nella retorica renzista. «Non tutti i dipendenti pubblici sono dei fannulloni e non tutti gli imprenditori sono evasori», osserva arguta. Costretta a ridestarsi da queste «visioni d'insieme» che tanto ci farebbero bene, raccomanda, ecco finalmente la Madia imbattersi nel lupo cattivo. Il furbetto del cartellino, il fannullone seriale, il dipendente pubblico che, chissà perché, tutti noi abbiamo bene impresso nella memoria. Il recente caso Sanremo, dove quasi duecento dipendenti facevano bello e cattivo tempo, sprona persino Cappuccetto rosso a imbracciare il fucile. «Beh, il dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va, dev'essere licenziato», dice la ministra Madia come se stesse annunciando una presa della Bastiglia o una slide del futuro prossimo venturo a Palazzo Chigi.

Eppure, invece, si tratta di una semplice constatazione, forse persino amichevole . Che stimola qualche sindacalista alla difesa d'ufficio dei dipendenti e il presidente di Confindustria Squinzi a soccorrere l'implume ministra: «Da imprenditore dico che, potendo, li avremmo già licenziati tanti anni fa». Purtroppo nel bosco dove s'è cacciata l'Incauta c'è però l'ex ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che in lezioni e fucilate, si sa, non lesina. «Forse la brava ministra in questo primo anno e mezzo a Palazzo Vidoni non si è accorta che la legge per mandare a casa e licenziare definitivamente i dipendenti pubblici che non lavorano esiste già, è il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009, che attua la legge 15 del 4 marzo 2009...». Puntuale come sempre e super preparato, con una cartuccia in più nel caricatore perché quella legge, guarda il caso, si chiama legge Brunett a. «La applichi, ministro». A volte basta poco: frugare tra i cassetti. Oppure farsi rivelare dall'usciere in che Palazzo si sia capitati, traendone le (debite) conseguenze.

Sono i dipendenti statali che hanno commesso atti illeciti. Solo 220 sono stati licenziati

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 04/11/2015 - 13:32

Per licenziare dalla PA gli assenti ingiustificati, non c'è mica bisogno della magistratura, ma i politicanti PD che okkupano le istituzioni non lo fanno per retribuire in anticipo motivati attivisti alle prossime elezioni. Per questo il prossimo eletto premier, dovrà licenziare molto di più pesantemente, perché intanto la situazione debitoria dell'Italia è aggravata per colpa dell'inetto okkupante di Palazzo Chigi.