Maestro elementare pedofilo condannato a 9 anni e mezzo

LodiBaci, carezze e di più. Fino a quando una delle sue alunne di seconda elementare, sette anni appena, si è lamentata con la mamma spiegando: il maestro è maleducato, mi tocca. In quel momento sono scattate le indagini dei carabinieri di San Giuliano Milanese che, su istanza del procuratore di Lodi Vincenzo Russo, hanno nascosto una telecamera in classe. Dalle 14 alle 15.30 di pochi giorni dopo, il filmato ha confermato il racconto della bambina. Con discrezione, sono state sentite anche le sue compagne, fino a individuare sette potenziali vittime di pedofilia.

Per queste accuse un maestro di San Giuliano Milanese di 64 anni, G.S., incensurato, padre di famiglia, è stato condannato ieri dal tribunale di Lodi a nove anni e sei mesi di reclusione. L'imputazione originaria di violenza sessuale su minori commessa da pubblico ufficiale è stata modificata dal collegio, presieduto da Ambrogio Ceron, in atti sessuali su minorenni. Tra le sanzioni accessorie, anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, la sospensione dall'esercizio della professione di insegnante, e anche una misura di sicurezza di un anno, a fine pena: l'obbligo di comunicare i propri spostamenti alle autorità di pubblica sicurezza.

A ciascuno dei 14 genitori costituiti parte civile è stata riconosciuta una provvisionale di 5mila euro, oltre a 10mila per ogni alunna. Il pm Nicola De Caria aveva chiesto una condanna superiore ai 13 anni di carcere. L'insegnante era stato arrestato il 19 marzo 2014 e dopo due giorni a San Vittore aveva ottenuto gli arresti domiciliari, mutati dopo alcuni mesi nel solo divieto di avvicinare le persone offese. Gli avvocati di parte civile. Benedetto Bonomo di Brescia, Alessandro Avezzù e Patrizia Speciale di Milano, sottolineano al contrario il comportamento civile dei genitori, che hanno assistito a tutte le udienze, e non escludono una citazione in sede civile anche della scuola: «Valuteremo le motivazioni della sentenza – spiega Bonomo – ma riteniamo che l'istituzione scolastica abbia prima di tutto una responsabilità morale, un obbligo assoluto di tutela, mentre diversi genitori di queste alunne si sono sentiti in qualche modo messi in disparte perché avevano sollevato il caso. Non deve succedere più».