«Maggioranza nel caos: affossano la legge solo per non spaccarsi»

Anna Maria Greco

Roma Onorevole Francesco Paolo Sisto, dopo un anno di discussioni le liti nella maggioranza bloccano la nuova legge sulla legittima difesa?

«Accade qualcosa di inquietante. L'iter del provvedimento è partito dalla proposta del leghista Nicola Molteni, che voleva la presunzione assoluta della legittima difesa. Poi è stata cestinata e si è arrivati all'emendamento unico firmato dal responsabile giustizia Pd, Davide Ermini, che parla di turbamento psichico della vittima che legittima la difesa, con termini assai vaghi. Ma quando in aula alla Camera è arrivato un testo del governo, la sua stessa maggioranza l'ha rimandato in commissione Giustizia».

Ncd si è opposto sostenendo il diritto di difendersi se ci sono bambini.

«Si può dire che l'omicidio della legittima difesa è stato compiuto da Ncd, su istigazione del Pd».

La legge è avviata su un binario morto?

«Non vorrei che, per continuare nel gergo giudiziario, i centristi abbiano fatto richiesta d'archiviazione e i dem l'abbiano accolta. La scelta di far tornare il testo in commissione è così paradossale da far sospettare che sia un modo per non occuparsi più di un problema che, invece, è molto sentito dai cittadini. Anche a causa del corto circuito all'interno della maggioranza».

Voi di Fi il testo arrivato in aula l'avreste votato?

«Ha molti limiti, ma se fosse stato approvato sarebbe stato meglio di niente. Per accontentare tutti è venuto fuori un testo indeterminato, con molti limiti e grande discrezionalità, su una materia sulla quale invece la gente richiede chiarezza. Per noi era più logico intervenire, come voleva la Lega, sull'articolo 52 del codice penale, che è quello proprio sulla legittima difesa e parla di reazione proporzionata all'offesa. Invece, il Pd ha voluto modificare il 59 (sulle circostanze erroneamente supposte, ndr) e l'Ncd si è opposto. Nel mio emendamento avevo proposto che la condotta fosse punibile solo in caso di colpa grave, concetto ben definito in diritto. È chiaro che sparare ad un ladro che entra in casa deve rimanere l'extrema ratio. Ma anche stavolta, nessuna scelta netta per una legittima difesa da applicare con maggiore ampiezza».