Mail di Hillary, aperta inchiesta su Comey capo dell'Fbi

Riaperto il caso

New York L'emailgate torna alla ribalta. Il Dipartimento di Giustizia americano ha aperto un'inchiesta ad ampio raggio per verificare l'operato dell'Fbi in merito alle indagini sulla posta elettronica di Hillary Clinton, vicenda che ha tormentato la candidata democratica durante la campagna elettorale e che potrebbe aver contribuito alla sua sconfitta l'8 novembre. L'ispettore generale Michael Horowitz dovrà accertare se le decisioni delle indagini sulle email dell'ex first lady, e in particolare quelle a ridosso del voto, erano basate su considerazioni errate. Horowitz dovrà insomma valutare come i vertici dell'agenzia hanno gestito il caso e se la scelta di riaprirlo alla vigilia dall'election day sia stata basata su valutazioni sbagliate, o addirittura determinate da una motivazione politica. Soprattutto ci si riferisce alla lettera inviata al Congresso dal numero uno del Bureau James Comey a soli 11 giorni dal voto, per comunicare la riapertura dell'inchiesta sulla Clinton.

A quell'epoca Comey motivò la decisione con il ritrovamento di nuove email nell'ambito di un'indagine separata, quella legata alle accuse di «sexting» con una 15enne contro Anthony Weiner, ex marito del braccio destro di Hillary, Huma Abedin. L'Fbi passò al setaccio i messaggi trovati nel computer di Weiner per verificare se vi fossero informazioni classificate relative a quando la Clinton era segretario di stato, senza trovare alcun elemento di reato. Nonostante il caso sia stato chiuso in tempo record, Comey èfinito nel fuoco incrociato della candidata e dei democratici, che anche dopo le presidenziali hanno indicato quell'episodio come una delle cause della debacle. La decisione del Dipartimento di Giustizia guidato da Loretta Lynch, probabilmente nella sua ultima azione di rilievo dell'era Obama, nasce dalle accuse di cattiva condotta mosse ai vertici federali da diversi membri del Congresso e dall'opinione pubblica.

Lo scandalo delle email che tanti guai ha provocato all'ex first lady è iniziato prima della sua candidatura alla Casa Bianca. L'accusa nei suoi confronti era di aver utilizzato, quando era alla guida di Foggy Bottom, un server privato di posta elettronica installato nella sua residenza nello stato di New York, mettendo a rischio la sicurezza nazionale. Le indagini si conclusero con l'archiviazione, anche se l'Fbi ammise che la gestione delle email da parte della Clinton fu «estremamente superficiale».VRob

Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Sab, 14/01/2017 - 09:14

orribile cosa il non saper perdere!