Di Maio al test con le imprese

La prima uscita pubblica di Luigi Di Maio è in agenda oggi. E la platea sarà il primo banco di prova da ministro dello Sviluppo e del Lavoro: l'assemblea di Confcommercio. Stamane alle 10.30, all'Auditorium Conciliazione di Roma, il presidente delle imprese italiane del commercio, Carlo Sangalli, farà la sua relazione annuale. Molto attesa perché è a sua volta il primo «corpo intermedio» del mondo economico che si riunisce dopo la formazione del governo giallo verde. Non a caso sono invitati anche Salvini, la presidente del Senato Casellati, il ministro dell'Economia Tria, e rappresentanti delle opposizioni. Il punto forte della giornata sarà l'Iva: evitare l'aumento dell'imposta sui consumi la cui aliquota ordinaria potrebbe passare dal 22 al 24,2%. Per i piccoli e medi imprenditori del commercio, al Nord, al Centro come al Sud, l'aumento dell'Iva sarebbe la fine del mondo. La possibilità, ventilata per esempio da Bankitalia la scorsa settimana, che un incremento dell'imposta sui consumi sia preferibile rispetto al rischio di dover cercare chissà dove la sua copertura è vista come un colpo mortale per centinaia di imprese. Con il rischio di un regressivo circolo vizioso innescato dal calo dei consumi. Per questo il mondo degli imprenditori più ruspanti, quelli con «poche grisaglie» aspetta con ansia la conclusione dei lavori affidata, per l'appunto a Di Maio. Al suo battesimo del fuoco.