La mamma, la ginnasta e gli altri morti di caos

Eleonora, 39 anni, accompagnava la figlia Daniele e Mattia divisi fra "trap" e pallone

Morire in piena notte, in un luogo che non ti appartiene, che prima era un purgatorio fuori orario e il minuto dopo è un inferno che quando te ne accorgi ti ha già inghiottito. Eleonora Gerolimini è l'unica adulta morta alla Lanterna Azzurra di Corinaldo. A lei di Sfera Ebbasta non importava nulla, non aveva i brani del trapper di Cinisello Balsamo nella sua playlist di Spotify. Ma aveva accompagnato là (assieme al marito) la figlia di undici anni, a quell'ora gonfia di sonno e di eccitazione per quello che doveva essere l'evento più atteso della sua breve vita di fan. La figlia sta bene, il marto anche, Eleonora non c'è più. Morta sul campo, perché per un genitore accompagnare il pargolo al concerto del proprio idolo è un atto di militanza amorosa. Di alternativo c'è solo il «no», che molti non vogliono o non sanno pronunciare.

Eleonora aveva 39 anni ed era di Senigallia, dove era nota come figlia di quel Giorgio proprietario di uno dei ristoranti più gloriosi della località di mare, un po' decaduto negli ultimi anni, Da Bano. Lascia quattro figli, tre dei quali si vedono nell'unica foto del suo profilo facebook, in cui è al mare, nell'acqua, tra materassini e salvagenti. «Era una brava mamma, è una tragedia immensa», dice adesso il parroco di San Pietro Apostolo Corinaldo, che la conosceva.

Poi ci sono gli altri, i minorenni, le piccole croci bianche morti di un'altra militanza, quella per una musica che ai «grandi» può apparire incomprensibile e sguaiata, ma che riassume tutto lo sfocamento dell'adolescenza, quel volere essere sempre in un altro luogo rispetto a dove si è. E magari l'altra notte quei cinque - Asia, Daniele, Benedetta, Mattia ed Emma - fossero stati davvero altrove. Magari.

Di quattro ragazzini morti di confusione, disorganizzazione, avidità, panico, violenza - tutti fattori che hanno contribuito alla tragedia - conosciamo le storie e le raccontiamo qui sotto. Dell'ultima, la quattordicenne Emma Fabini, si sa pochissimo, solo che era figlia di un titolare di una parafarmacia di Senigallia, da cui arrivava. Non essendoci nessun profilo social la sua giovane vita già spenta finisce come una nota a margine. Strano destino il suo, anche da morta nel luogo più buio della notte lugubre di Corinaldo.