La mamma di Loris «picchiata dal marito»

La versione dell'avvocato di Veronica: «Davide l'ha colpita durante una visita» E la donna scrive una lettera per il figlio morto: «Piccino, ti amo infinitamente»

«Vita mia, il vuoto che hai lasciato è incolmabile. Hai portato con te la mia anima». Dalla cella del carcere di Agrigento, dove si trova rinchiusa da dicembre, Veronica Panarello, accusata del più orrendo dei crimini: l'omicidio del figlio Loris, di 8 anni, e di essersi sbarazzata del suo corpicino, affida a un foglio di carta i suoi sentimenti per il piccolo.

Si rivolge a lui, facendo richiesta a suo papà, per il tramite del legale Francesco Villardita, di farla arrivare a Loris, depositandola sulla tomba. E nonno Franco ha deciso di renderla pubblica leggendola ai microfoni di Mattino Cinque. «La sofferenza mi ha avvolto aprendo una ferita che non si rimarginerà mai più - scrive Veronica -. La tua presenza è sempre al mio fianco, non ci sarà un istante nel quale tu non sarai nei miei pensieri. E fin quando avrò vita farò in modo che nessuno si dimentichi di te, per poi raggiungerti avvolgendoti tra le mie braccia senza lasciarti mai più solo. Ti amo infinitamente. La tua mamma».

Amore e dolore si intrecciano in poche righe scritte da Veronica, che se si descrive legata al suo bambino da un rapporto materno indissolubile, è invece sempre più lontana dal marito Davide. «È un rapporto contrastato - ha detto l'avvocato Villardita -. Durante l'ultima visita in carcere c'è stata parecchia tensione. Il marito le ha dato un pugno al mento. Ha tentato di dargliene un altro, lei lo ha bloccato». Le cose non sono andate così per l'avvocato Daniele Scrofani, che difende Davide. «Da giorni registro un'intensificata aggressività nei confronti di Davide, con accuse infondate. Si è perso di vista che è parte offesa. Non c'è stato un pugno, cosa che avrebbe obbligato le guardie a segnalare agli organi preposti. È stato un momento di nervosismo tra coniugi con un leggero contatto da parte di Davide. Sembra che si voglia spostare l'attenzione».

Sull'incontro pesanti fioccano le accuse formulate a «Mattino Cinque» da nonna Carmela Anguzza, mamma di Veronica, nei confronti di Davide. «Le ha chiesto di mentire sulla morte di Loris, consigliandole di dire che è stato un incidente. Poi le ha detto: «Perché non t'ammazzi?». È istigazione al suicidio». Più cauto va il legale Villardita: «Sono volate parole tra moglie e marito. Ma non per questo possiamo parlare di istigazione al suicidio. Mi sembra troppo».

Intanto ieri è proseguito l'incidente probatorio per la realizzazione delle copie forensi dei video delle telecamere di Santa Croce Camerina pubbliche e private.

Domattina, in carcere, si svolgerà la perizia psichiatrica sulla capacità genitoriale di Veronica disposta dal tribunale per i minorenni di Catania, che le ha sospeso la potestà genitoriale sull'altro figlio di 4 anni, affidato a papà Davide «anche per la presenza rassicurante della nonna materna».

Veronica dovrà rispondere al perito nominato dal tribunale, Gioacchino Gugliotta, dirigente del Dipartimento salute mentale dell'Asp di Catania. Ci saranno i consulenti di parte della difesa, prof. Giuseppe Sartori (Università di Padova) e prof. Pietro Pietrini (Università di Pisa). L'udienza in Cassazione avverso il provvedimento del tribunale del Riesame di Catania che ha disposto di mantenere in carcere Veronica è fissato per il 29 maggio.

Commenti

Giovanmario

Ven, 08/05/2015 - 16:41

ci sono due tragedie familiari che mi hanno colpito in modo particolare perchè alla base di tutto c'è sempre un instabile, sofferto e sfuocato rapporto coniugale.. nel caso di samuele l'ira sfrenata della mamma per il talamo matrimoniale oltraggiato e spoetizzato da una fanciullesca pisciata.. nel caso di loris la sporadica presenza maschile per motivi di lavoro e la labile speranza che un evento drammatico come il farneticante sequestro del figlio potesse produrre un riavvicinamento non solo fisico ma anche affettivo.. altro che capacità genitoriale..