Manchester, popstar contro la paura

Oggi lo show con Ariana Grande e altri big. Massima sorveglianza attorno allo stadio

Stelle, lacrime e paura. Manchester oggi riprenderà da dove tutto sembrava finito lo scorso 22 maggio. Dalla musica di Ariana Grande, che tredici giorni dopo l'attentato alla Manchester Arena che fece 22 vittime (23 contando anche Salman Abedi, il kamikaze) e almeno 119 feriti torna a cantare nella città inglese, in un luogo ancora più grande e più affollato, l'Old Trafford Cricket Ground, lo stadio ovale dedicato al cricket, a poche centinaia di metri dallo stadio del Manchester United e in una zona della città molto lontana dall'Arena insanguinata. «One Love» il nome dell'evento, per il quale sono previsti 50mila spettatori e la polizia inglese sta preparando un «anello di acciaio», uno scudo come non se ne sono mai visti nel Regno Unito. «Ognuno sarà perquisito, inclusi zaini e borse», promette il capo del servizio di sicurezza, che guiderà centinaia di agenti.

Lo show servirà a raccogliere fondi per le famiglie delle vittime del 22 maggio e vedrà la partecipazione, oltre alla cantante di Boca Raton, volata venerdì con un aereo privato in Inghilterra, dei Coldplay, di Justin Bieber, di Katy Perry, di Miley Cyrus, di Robbie Williams, dei Black Eyed Peas, di Usher, di Pharrell Williams, dell'ex One Direction Niall Horan, delle Little Mix e dei Take That. Una piccola Woodstock pop che servirà a Manchester, alla Gran Bretagna, all'Europa, all'Occidente per riconciliarsi con uno dei suoi riti più spensierati, la musica leggera. Lo show avrà inizio alle 19 britanniche (le 20 italiane) e sarà trasmesso in diretta dalla Bbc in Gran Bretagna e da Rai1 e Rai4 in Italia con una personalizzazione pensata per i telespettatori italiani e il commento di Franco Di Mare e Andrea Delogu. Le tre ore previste di spettacolo andranno anche in live streaming sul canale YouTube ufficiale della Grande.

Ieri Ariana ha fatto una visita a sorpresa al Royal Manchester Children's Hospital, dove ha portato girasoli, orsacchiotti di peluche e firmato autografi a tre sue giovanissime fan rimaste ferite nell'esplosione provocata da Abedi il 22 maggio e rivendicata dall'Isis. Una visita che ha fatto tornare il sorriso alle tre ragazzine, che hanno ricevuto l'abbraccio e hanno potuto scattare fotografie subito condivise sui social. «Oggi incontro la mia regina. Ariana Grande ti voglio bene», ha scritto una delle tre ferite. «Non ho mai visto Jaden così felice, significa tanto per noi», ha detto alla Bbc Peter Mann, madre di una delle tre giovani fan. Anche Ariana ha postato sul suo profilo Instagram, che con oltre 105 milioni di follower è tra i più seguit al mondo, alcune tenere foto dell'incontro.

Oltre ai soldi che verranno raccolti con il concerto di oggi, va segnalato che la Universal Music Group, la casa discografica dell'artista americana, ha donato 500mila dollari al «We love Manchester Memorial Fund», il fondo creato per assistere le famiglie delle vittime e i feriti del 22 maggio.

Commenti

mariobaffo

Dom, 04/06/2017 - 09:53

Facciamo così noi a combattere i terroristi ? per far vedere che non abbiamo paura ? Cosa facciamo ? Ci riproponiamo come carne da macello ,tutto quello che sappiamo fare ?ma siamo veramente degli imbecilli.

Ritratto di rapax

rapax

Dom, 04/06/2017 - 09:56

sono questi PUPAZZI e Pupazze schiave del monarc e strumenti del globalismo a volere la movimentazione selvaggia e incontrollata delle masse, poi fanno ste pantomime per il terrorismo..

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 04/06/2017 - 16:03

Così si combatte il terrorismo; con i concerti. Poi, fate un concerto anche per le ultime vittime di Londra. E poi preparate altri concerti per i prossimi attentati. La gente, ormai rimbambita dalla propaganda buonista, terzomondista e cattocomunista, è così fuori di testa che pensa di combattere il terrorismo con i cortei, gli striscioni, le sfilate di autorità, le inutili ed ipocrite parole dei “grandi” del mondo che dichiarano a favore di telecamere “Uniti contro il terrorismo”, gli slogan, “Je suis Charlie” e varianti sul tema, fiaccolate, fiori, pensierini poetici, palloncini colorati e canzonette pop. E magari sono gli stessi che, poi, sfilano nei cortei “Pro migranti”. E quelli che organizzano i cortei sono gli stessi che poi organizzano i concerti. Così quelli che si arricchiscono con l’accoglienza dei migranti sono gli stessi che si arricchiscono organizzando cortei e producendo striscioni, fiaccole, magliette e gadget umanitari. Buffoni.

Tarantasio

Dom, 04/06/2017 - 18:08

...canta, che ti passa la paura / canta, che la vita è meno dura....

Juniovalerio

Dom, 04/06/2017 - 18:42

ariana grande quando faceva lo spottone alla clinton diceva i love islam.... ma che si fottano tutte queste star political correct

Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Dom, 04/06/2017 - 22:02

tutto ciò è deprimente. ci vorrebbe Thunderstruck degli AC DC sparato a palla e poi di imbracciare un fucile a pompa e "dialogare" coi musulmani