Il maniaco confessa e ora implora: "Fatemi guarire"

dgar Bianchi, barman di 39 anni e sex offender seriale, ha ammesso di essere il violentatore della 13enne aggredita sul pianerottolo di casa mercoledì a Milano

«Pensavo di esserne uscito, di essere guarito. Avevo una vita normale e una fidanzata, volevo sposarmi, ma ci sono ricaduto e voglio essere curato». Edgar Bianchi, barman di 39 anni e sex offender seriale, ha ammesso di essere il violentatore della 13enne aggredita sul pianerottolo di casa mercoledì a Milano. L'uomo, difeso dall'avvocato Paolo Tosoni, è accusato di violenza sessuale su una ragazzina con meno di 14 anni con l'aggravante di essere recidivo. Il pm Gianluca Prisco, che ha coordinato le indagini della Squadra mobile che hanno portato all'individuazione di Bianchi 24 ore dopo l'abuso, ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere. Oggi a San Vittore l'interrogatorio di garanzia e la decisione del gip Manuela Cannavale.

«Purtroppo mi è tornata fuori questa cosa. Mi dispiace», ha detto Bianchi quando si è presentato in Procura per costituirsi. Il 39enne ha scontato otto anni di carcere (la condanna era a 12) per venti violenze sessuali commesse a Genova, dove viveva. Era uscito di prigione nell'agosto del 2014. Era stato soprannominato «il maniaco dell'ascensore». Il legale che lo ha seguito nell'esecuzione della pena e nei suoi programmi di recupero psicoterapeutico quando era detenuto assicura che era considerato «uno degli esempi più brillanti di riabilitazione». Aggiunge l'avvocato Giovanna Novaresi del Foro di Genova: «Ha sempre seguito il percorso riabilitativo con regolarità e serietà. Le relazioni fatte su di lui e inviate al Tribunale di sorveglianza erano sempre positive». L'uomo aveva anche chiesto al legale di aprire per lui un conto per risarcire le vittime e ogni mese versava quasi tutto il denaro che guadagnava con i lavori nella casa di reclusione. Uscito dal carcere, Bianchi ha vissuto a Genova, dove è nato, poi in Portogallo. Da qualche tempo abitava a Milano per stare con la fidanzata e per lavorare in un'azienda di catering. È evidente, conclude l'avvocato Novaresi, che «nell'ultimo periodo qualche episodio che gli è accaduto lo ha mandato di nuovo in confusione». Visto il carattere seriale dei suoi delitti, gli inquirenti ora sono alla ricerca di altre eventuali vittime. Il modo in cui agisce è sempre lo stesso: pedina la giovanissima vittima per strada, la segue fin dentro l'androne e poi la assale. Al momento però, spiegano fonti della Procura, non sono emersi collegamenti con altri casi recenti di violenza a Milano.