Manovra inutile, lo dice anche l'Istat

L'istituto boccia la legge di Stabilità: «Avrà un effetto nullo nel biennio 2015-2016». I dati negativi su Pil e occupazione

RomaI provvedimenti adottati dal governo nella legge di Stabilità «avranno un effetto cumulativo nullo nel biennio 2015-2016». Persino il paludato Istituto di statistica non può far a meno di registrare quel che tutti hanno capito: se si bilanciano i famosi 80 euro renziani con un aumento dell'Iva, previsto dalla clausola di salvaguardia Ue, il saldo è pari a zero. Forse l'anno venturo finirà la recessione, ma l'aumento del Pil stimato dall'Istat nello 0,5% (lo 0,6% la previsione del governo) non è tale da poter parlare di ripresa. Anche perché il tasso di disoccupazione resterà molto elevato: il 12,5% nel 2014 e il 12,4% nel 2015.

L'eventuale aumento dell'Iva avrebbe, secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, un impatto di oltre 840 euro sulla famiglia media. Ecco perché Bankitalia sollecita il governo a definire i tagli di spesa per evitare le clausole di salvaguardia contenute nella manovra. Via Nazionale paventa anche rischi sull'operazione Tfr, e chiede che il trasferimento della liquidazione in busta paga sia solo temporaneo per non indebolire la previdenza complementare. Quanto al quadro macroeconomico, Bankitalia non tace che esistano «rischi al ribasso».

Le prospettive per la nostra economia restano dunque molto fiacche. Nel 2016 qualcosa potrebbe muoversi, con una crescita dell'1%, un aumento degli investimenti dell'1,9% e un lieve calo della disoccupazione al 12,1%. Ma l'esperienza degli ultimi tempi induce alla prudenza. Nel Documento di economia e finanza dell'aprile scorso, Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan prevedevano ancora una crescita 2014 al +0,8%, mentre adesso andrà bene se ci fermeremo al -0,3%. Alla fine di quest'anno gli investimenti saranno calati del 2,3%. Solo la spesa delle famiglie potrebbe far segnare un lieve aumento (+0,3%) dopo tre anni di diminuzione. Del resto, il potere d'acquisto delle famiglie è rimasto fermo, nonostante un'inflazione «eccezionalmente bassa».

Le cifre e le analisi preoccupate dell'Istat confermano i dubbi e le critiche espresse più volte da Forza Italia. «Si certifica il fallimento della politica economica di Renzi - attacca Renato Brunetta - e vengono smascherate le bugie sul carattere espansivo della manovra. Il risultato sarà un aumento della pressione fiscale».

«Basta con l'austerità in Europa», dice il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, confermando il giudizio complessivamente positivo sulla manovra, «che però non può dirsi pienamente espansiva». Sono necessari «sforzi aggiuntivi» per uscire dalla spirale della recessione.