"Mantovani non può tornare in libertà"

ll gip di Milano ha respinto l'istanza della difesa dell'ex vicepresidente della Regione Lombardia

Il gip di Milano Stefania Pepe ha respinto l'istanza della difesa di Mario Mantovani, l'ex vicepresidente della Regione Lombardia finito in carcere lo scorso ottobre con le accuse di corruzione, concussione e turbativa d'asta, di revoca degli arresti domiciliari e di remissione in libertà. Per il giudice, infatti, che ha accolto il parere contrario alla revoca dei domiciliari firmato dal pm Giovanni Polizzi, l'ex "numero due" del Pirellone, anche ex assessore lombardo alla Sanità, ex senatore del Pdl, ex sottosegretario ed ex sindaco di Arconate (Milano), è ancora un personaggio politico "influente" e ha a disposizione una fitta "rete di relazioni".

La decisione del gip è arrivata nei giorni scorsi dopo che il legale di Mantovani, l'avvocato Roberto Lassini, poco prima di Natale aveva chiesto al giudice la remissione in libertà per il suo assistito. Mantovani era passato dal carcere ai domiciliari, sempre su decisione del gip, lo scorso 23 novembre, mentre a metà dicembre la Procura ha chiuso le indagini nei confronti suoi e di altri indagati, in vista della richiesta di processoMantovani rischia di finire a processo oltre che per concussione, corruzione e turbativa d'asta, anche per abuso d'ufficio in relazione ad alcuni fatti risalenti all'epoca in cui era sindaco di Arconate e su cui investigatori ed inquirenti hanno continuato ad indagare, prima di chiudere l'inchiesta. La Procura si appresta, in particolare, a chiedere il rinvio a giudizio anche per altre 14 persone, tra cui il collaboratore del politico, Giacomo Di Capua, e l' ingegnere Angelo Bianchi, ex funzionario del Provveditorato alle Opere pubbliche della Lombardia. Tra gli indagati dell'inchiesta figura anche Massimo Garavaglia, assessore leghista all'Economia della Regione Lombardia. Garavaglia, come risulta dagli atti dell'inchiesta, avrebbe agito, assieme a Mantovani, per turbare una gara "per l'affidamento del servizio di trasporto di soggetti nefropatici sottoposti al trattamento dialitico". Tra gli indagati anche l'architetto Gianluca Parotti che, secondo le indagini, avrebbe effettuato lavori gratuiti su immobili di Mantovani in cambio di appalti.

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Commenti
Ritratto di perigo

perigo

Gio, 07/01/2016 - 19:36

Si vede che "non collabora" come vorrebbero. Specie in riferimento ad accuse, vere o inventate, non è dato sapere, indirizzate contro il solo ed ovvio "obiettivo" della procura di MI: Silvio Berlusconi!

killkoms

Gio, 07/01/2016 - 23:21

il paradosso dell'ipocrita giustizia italica!mentre pericolosi soggetti,anche con condanne penali,pericolosi per il cittadino,sono lasciati liberi,un innocente (presunto tale fino all'ultimo grado di giudizio) è trattenuto in carcere ancora prima che inizi il processo!basti pensare a cosentino( persona non esemplare e non simpatica)che senza alcun processo in corso,solo per una serie di indagini,si è già fatto 20 mesi di galera,senza alcuna condanna!

Duka

Ven, 08/01/2016 - 07:03

Se ha rubato deve rimanere in galera DESTRA O SINISTRA che siano i ladri sono tutti uguali, ma non in italia quì quelli di sinistra li mandano in convento una settimana oppure sono "salvati" dalla prescrizione o la losca faccenda viene insabbiata e non se ne parla più.

cicero08

Ven, 08/01/2016 - 13:46

Kex, dura lex sed lex...

Giorgio1952

Ven, 08/01/2016 - 15:01

Duka per sua informazione il primo condannato per Mafia Capitale è tale Daniele Ozzimo consigliere PD nella giunta Marino, in quanto ai salvati con la prescrizione per esempio Penati, si sono avvalsi di una legge ad hoc fatta approvare dal Cav per evitare eventuali condanne!