Mara e Alessandro divisi sulle ferie

Fare un nuovo lungo viaggio in California? O tornare nell'amata Mykonos dove trascorsero la prima vera vacanza d'amore insieme ad un'allegra brigata di amici? L'unica discussione, se così può definirsi, che avviene in queste ore in casa di Mara Carfagna (FI) e Alessandro Ruben riguarda le ferie. Imminente il verdetto finale. In ogni caso, una partenza ci sarà.

Uno spettro si aggira nel Paese definito dai renitenti alle riforme «combinato disposto Italicum-Senato-Quirinale-Csm» sotto al quale si nasconderebbe il progetto autoritario di Renzi& Berlusconi. Dunque gli stessi renitenti sono andati a denunciare il complotto in piazza. Dove? Sotto il Quirinale, centro (sempre secondo loro) della cospirazione dittatoriale. Mah.

Stesso look ma fisico molto diverso. La senatrice Maria Rosaria Rossi (FI) e il ministro per la Difesa democrat Roberta Pinotti sono arrivate insieme a palazzo Madama con un pantalone nero molto attillato (la prima con una giacca gialla, l'altra fucsia). Sono state notate dai colleghi che hanno subito malignato su affinità e differenze.

Chi è il più bello del Parlamento? Le signore (il giudizio è trasversale) hanno scelto la new entry Roberto Occhiuto, arrivato dopo che Lorenzo Cesa, eletto alle Europee, si è insediato a Strasburgo. Occhiuto (il nome è un programma) rimase fuori proprio perché Cesa optò per il seggio della Calabria nonostante fosse stato eletto nella sua regione, in Puglia.

L'hanno soprannominata «la deputata con la salute di ferro». E, fatti i debiti scongiuri, Cinzia Maria Fontana, cinquantenne Pd, né è onorata. Da otto anni la parlamentare, originaria di Vailate nel Cremonese, ha il cento per cento di presenze a Montecitorio. Non è escluso che l'abbia aiutata a rimanere in salute la sua condizione di donna orgogliosamente single.

Usura, signoraggio bancario e crisi finanziarie: stavolta, il vulcanico senatore Domenico Scilipoti ( nella foto ) punta a diventare il nuovo John Maynard Keynes del centrodestra e, tra qualche giorno, manderà in libreria un volume a sua firma per denunciare lo strapotere bancario e la sudditanza dei governi nei confronti degli istituti di credito. Il parlamentare di Messina, passato alla recente storia della politica italiana in qualità di fondatore del gruppo dei «Responsabili», se la prende soprattutto con la «perdita della sovranità monetaria» e con la «privatizzazione della Banca d'Italia». Il testo (edito da Piero Graus) presenta Scilipoti come leader di un «nuovo meridionalismo» che intende opporsi «con forza e rigore a un autoritarismo bancario ormai legalizzato».

Dopo l'esposto di Forza Italia alla Procura di Roma per accertare danni ed eventuali reati nell'occupazione del teatro Valle, iniziata tre anni fa, qualcosa si muove. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato ascoltato alla Corte dei Conti sulla questione del Teatro Valle, visto che il teatro è stato assegnato al Comune di Roma, nel 2011, dopo lo scioglimento dell'Eti (Ente teatrale italiano). Chi rischia sanzioni, dunque, è il Comune di Roma, ovvero il sindaco Marino. «Visita di cortesia...» taglia corto lui all'uscita dalla Corte dei conti, che ha aperto un'istruttoria per valutare l'eventuale sussistenza di danno erariale. Già documentati nell'esposto alla Procura firmato dal responsabile culturale di Forza Italia, Edoardo Sylos Labini. Si va dall'omesso versamento di contributi previdenziali, assistenziali, assicurativi e dei diritti d'autore, di illegittimi pagamenti di utenze da parte della pubblica amministrazione. Soltanto il Comune di Roma, ovvero i contribuenti romani, hanno sborsato 30mila euro per pagare le bollette elettriche per il «collettivo» che si è impossessato del teatro dal giugno 2011. E Marino che fa? Al solito, il sottoMarino...

Tempi stretti per l'elezione del nuovo presidente della Corte Costituzionale. Sono infatti dieci i giorni rimasti per procedere alla nomina, dopo i trenta trascorsi dalla fine del mandato di Gaetano Silvestri, scaduto il 28 giugno . Il più «anziano» fra i giudici costituzionali è Sabino Cassese ( nella foto ), ma il suo mandato, come quello di Giuseppe Tesauro, scade il 9 novembre e si tratterebbe dunque di una presidenza di «passaggio», appena tre mesi compresa la pausa estiva ad agosto . In ordine di anzianità, dopo Cassese e Tesauro, ecco Giuseppe Frigo e Paolo Maria Napolitano. Ma c'è anche chi punta sull'elezione di Alessandro Criscuolo, che garantirebbe una presidenza alla Consulta lunga circa tre anni.

Gianfranco Fini pronto a tornare in campo? Intanto torna in spiaggia. Con lui l'immancabile Elisabetta Tulliani ( insieme nella foto ) e le due figlie: hanno trascorso un pomeriggi al mare a Sabaudia, in provincia di Latina. Chissà se i bagnanti hanno notato il vicino d'ombrellone illustre. Per l'ex leader della destra italiana, è il caso di dirlo, un bagno di normalità dopo l'allontanamento dalla politica, almeno da quella che conta: passeggiate sul bagnasciuga, relax sulla sdraio, un gelato e un tuffo nelle acque del Tirreno, mosse nel fine settimana scorso. Insomma, dopo l'ultima apparizione tv al talk show di La7 In onda , Fini è rimasto in tema e ha deciso di affrontare le onde...

Truffa alla Regione siciliana per 175 milioni di euro. Sono indagati 4 manager di Nomura e tre ex consulenti di palazzo d'Orleans al tempo del governatore Totò Cuffaro ( nella foto ). La Gdf di Palermo ha sequestrato 104,5 milioni tra immobili, titoli e disponibilità finanziarie in Sicilia, Sardegna, Lombardia, Toscana, Lazio e Liguria. L'inchiesta parte dalla cessione di 630 milioni di debiti della Regione per forniture alle strutture tra 1995 e 1998. La Sicilia avrebbe potuto chiedere un prestito a Cdp (Cassa depositi e prestiti) da 670 milioni o affidarsi, come ha fatto, a due consulenti LM Consulting incaricati da Nomura di procacciare clienti istituzionali. Ma la cartolarizzazione e le tre operazioni di finanza derivata avrebbero causato un danno di 175 milioni. Gli indagati avrebbero taciuto alcune circostanze, inducendo in errore i funzionari regionali. Una parte dei profitti illeciti sarebbe stata destinata da Nomura a due società off-shore in Irlanda e Isole Vergini Britanniche, riconducibili a due procacciatori d'affari palermitani, che hanno percepito 20 milioni di euro. Si parla anche di tangenti a politici. Gli indagati sono accusati a vario titolo di concorso in truffa ed evasione fiscale internazionale. Nei guai anche Cuffaro, ora detenuto per favoreggiamento alla mafia.

di Romana Liuzzo