Marine non sfonda. E dei partiti storici restano le macerie

Per la prima volta il partito della destra va oltre il 20%, eppure il risultato è al di sotto delle speranze Fuori i repubblicani. I socialisti di Hollande mai così in basso

Salvo improbabili cataclismi (per esempio, un nuovo mega attentato che faccia della sicurezza il tema numero uno), il primo turno delle elezioni presidenziali francesi ha reso il ballottaggio in programma tra due settimane una mera formalità. Marine Le Pen, pur avendo guadagnato 5 punti rispetto alle ultime elezioni e conseguito l'obbiettivo, impensabile fino a un anno fa, di scavalcare nei consensi entrambi i candidati dei due partiti tradizionali, ha probabilmente già messo in campo tutte le forze di cui disponeva e raggiunto un tetto assai difficile da superare soprattutto a causa del passato del partito che guida. Ma, anche se non diventerà presidente, queste elezioni l'hanno vista protagonista come non era mai stata prima, e il battagliero e quasi trionfale discorso che ha pronunciato ieri sera ne fa in pratica l'unico, insostituibile campione di alcuni valori «antichi» che gli altri hanno trascurato. La sua campagna contro l'immigrazione, contro l'Islam radicale, a favore di una Francia che vuole distinguersi anche dal resto dell'Europa continuerà ad alimentare il dibattito pubblico, soprattutto se l'economia continuasse a ristagnare e la «provincia profonda» in cui ha la sua base arrivasse alla conclusione che Macron, nonostante la sua proclamata indipendenza, rimane pur sempre un esponente di quell'establishment di cui si vuole liberare. Per adesso, comunque, Marine dovrà rassegnarsi a fare la regina dell'opposizione. Baciato dalla fortuna di uno scandalo che ha tagliato le gambe al repubblicano Fillon e della scelta di un candidato socialista impresentabile, Macron ha infatti la certezza di pescare il 7 maggio milioni di nuovi voti sia a destra sia a sinistra, da aggiungere al suo già cospicuo bottino. Due dei suoi avversari, Fillom e Hamon, hanno già invitato a votare per lui proprio in funzione anti-Marine, e si porteranno dietro molti dei loro elettori. In altre parole, intorno a questo candidato indipendente, che si è autodefinito «uomo di sinistra aperto alle idee della destra» si sta già coagulando quel Front Republicains che già portò all'Eliseo Chirac con l'84% dei voti quando, eliminato il socialista Jospin, si trovò ad affrontare al secondo turno il padre di Marine.

Diverse sono le conclusioni che di possono trarre da questo turno delle presidenziali. Primo, gli elettori, rassicurati anche dalle imponenti misure di sicurezza (per proteggere i seggi, non bastando poliziotti e soldati, sono state arruolate anche guardie private), non si sono lasciati spaventare dalla possibilità di nuovi attentati e si sono recati alle urne, punto più punto meno, nella stessa quantità del 2012. Secondo, pur essendo stando a un recente sondaggio, il popolo più pessimista della terra l'89% ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata - la maggioranza dei francesi non è ancora pronta ai radicali cambiamenti proposti da Marine (e, a sinistra, da Melenchon) come l'uscita dall'euro, dall'Ue e dalla Nato. Terzo, nello scontro tra europeismo e antieuropeismo, tra globalizzazione e neonazionalismo, tra tentativo di gestire l'immigrazione e chiusura totale delle frontiere, hanno finito con il prevalere i primi, scongiurando una tempesta che avrebbe scosso l'intera Europa. Quarto, l'idea di avere come presidente un uomo di soli 39 anni, che ha fatto prima il banchiere alla Rotschild e, fino a quando non ha litigato con Hollande, il ministro dell'Economia di un governo socialista e ha un programma che contiene qualcosa per tutti (spinta alle liberalizzazioni e aumento del bilancio della Difesa per la destra, un progetto di tassazione delle multinazionali e il mantenimento delle frontiere aperte di Schengen per la sinistra) sembra avere sedotto soprattutto molti giovani, che in appena un anno sono riusciti a costituire un efficiente movimento politico.

Per ora, la fortuna di Macron continua. Oltre a Fillon e Hamon, si sono schierati subito per lui anche big socialisti come Cazeneuve, Valls, Le Drian, e altri consensi gli arriveranno dal campo repubblicano, che proponeva agli elettori ricette molto più severe di lui sia nel campo delle riforme economiche, della sicurezza e della politica del lavoro, ma che ha con lui indubbie «affinità elettive» e certamente si proporranno di governare con lui, sottraendolo all'influenza di quel che rimane di un partito socialista uscito letteralmente distrutto da queste elezioni. A giugno ci saranno le elezioni legislative, con risultati imprevedibili visto che per la prima volta, lo scontro sarà quadrangolare. Qui Marine, che al momento non è neppure deputata (siede al Parlamento europeo di Strasburgo) e ha solo due rappresentanti a Palazzo Borbone, avrà la sua prossima chance. La complessa legge elettorale francese a due turni non favorisce il Front National, cui riesce molto difficile stringere alleanze al ballottaggio. Ma ci sono Regioni, come il Nord-Ovest devastato dalla globalizzazione e il Sud nostalgico di una Francia più potente, dove potrebbe vincere un certo numero di collegi anche da solo. E sarebbe una svolta che cambierebbe ulteriormente il panorama politico, rendendo al «pivello» Macron più difficile portare avanti il suo programma.

Commenti
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franco-a-trier_DE

Lun, 24/04/2017 - 09:08

ci vogliono politici che la rafforzino la Europa non che la distruggano. L'UNIONE FA LA FORZA!

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pravda99

Lun, 24/04/2017 - 09:18

Il Giornale e` di proprieta` di un sedicente "moderato", che si definisce di "centro", il cui partito "Forza Italia" fa parte nel Parlamento Europeo del Gruppo Parlamentare "Partito Popolare Europeo" con tutti i partiti Europei di centro. Su queste basi, PERCHE' Il Giornale sostiene cosi` palesemente una candidata di DESTRA, Xenofoba, Anti EURO, Anti UE, Nazionalista, anti Globalizzazione, insomma tutto cio` che Berlusconi dice di NON essere?

noside863

Lun, 24/04/2017 - 09:48

Perché i Giornale è effettivamente un giornale libero.

fifaus

Lun, 24/04/2017 - 10:02

"islam moderato"? contraddizione in termini e schiena a 90°..Da Livio Caputo mi aspetterei il coraggio di narrare il vero

ziobeppe1951

Lun, 24/04/2017 - 10:25

pravda99...09.18... hai dimenticato ..rassista fassista

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sepen

Lun, 24/04/2017 - 10:38

Non ci siamo. Serve opposizione di SISTEMA, nelle strade, nelle case, scuole, fabbriche, uffici. Leggetevi il libretto rosso di Mao, la cui massima emblematica è: la rivoluzione non è un pranzo di gala, la rivoluzione è un atto di violenza. La classe dirigente attuale è pilotata dai parassiti, e fa ovviamente gli interessi dei parassiti: pubblico impiego, sindacati, banche, immigrati clandestini, criminali assortiti. Occorre rovesciarla, quindi ci vuole un partito VERO, che faccia gli interessi di quel pezzo di nazione che ne è la forza trainante: famiglie, imprese, commercio, servizi, artigianato. Ma un partito è fatto di persone, dirigenti, militanti, propaganda, azioni concrete, manifestazioni... Votare non serve a niente!

mauepicuro

Lun, 24/04/2017 - 10:58

Perché fanno tutti finta di non capire che i voti di Macron sono di chi protesta e non vorrebbe Le Pen ? I francesi sono stufi di ciò che ha "regalato" l'europa e vorrebbero cambiare; col terrorismo anti Le Pen scatenato dagli europeisti hanno votato il meno brutto. Lo faranno ancora al ballottaggio ? Preferiranno fare la fine dell'Italia piuttosto che avere la Le Pen presidente ? Chi ha votato a sinistra comprenderà che il programma del F N è molto più vicino a loro di E M appiattito su Bruxelles ?

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 24/04/2017 - 11:02

Non ho dubbi che tutte le nostre piroette sulle possibili confluenze di voti a favore di Macron si stamperanno sul muro dell'ineluttable direzione che prenderà il vento della novità assoluta di una donna forte che dice ai francesi cosa voglisa fare. D'altra parte se tu offri una mela tutti sanno che la mangeranno ma se tu offri una polpetta o un polpettone fatto di mille carni, potresti trovarti di fronte anche ad ossi che dovresti ingoiare. Finalmente con oltre coinquecentomila voti di scarto, Marine sbaragierà, meravigliando e stupendo un Mondo ormai in disfacimento, una remora che si crede un pescecane. Shalòm.

ilbelga

Lun, 24/04/2017 - 11:03

"il Giornale" non è paragonabile con l'unità, fa bene a dire quello che gli pare giusto, poi ognuno tragga le sue conclusioni.

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 24/04/2017 - 11:04

Scusate se insisto, dite che ho commentato doppio ma scusatemi per il mio mause che non funziona. Volevo soltanto ridire che Macron è una remora che si crede un pescecane e Marine, questa da sola contro tutti, è uno squalo in mezzo a tante sardine. Vincerà Marine con il 50,98%. Shalòm.

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 24/04/2017 - 11:05

Marine Le Pen 50,98% Macron 49,02%. Shalòm.

Una-mattina-mi-...

Lun, 24/04/2017 - 11:14

Marine Le Pen HA OTTENUTO un grande risultato. E' l'unica che continua a guadagnare VOTI.

VittorioMar

Lun, 24/04/2017 - 11:39

....FORZA "MARIANNE"...LA STRADA E' IN SALITA ....MA SI PUO' ARRIVARE AL TRAGUARDO....E' UNA "VITTORIA" SOFFERTA E APPAGANTE !!...VEDI TRUMP !!