Marino scappa ancora negli Usa. E insulta Fdi: i mafiosi siete voi

Il primo cittadino appena tornato dalle ferie sente aria di guai e lascia di nuovo la Capitale. Poi perde le staffe con i contestatori del partito della Meloni

È un'«attrazione fatale», quella del sindaco Ignazio Marino per gli Usa. Più sono gravi i problemi di Roma, più divampano le polemiche sui suoi tanti viaggi, più si aggrava la crisi della giunta e la distanza dal suo partito di riferimento, il Pd, più cala la sua popolarità tra i cittadini e più lui insiste con le trasferte. L'ultima ha dell'incredibile. Domani partirà di nuovo per gli Stati Uniti, da cui è tornato una ventina di giorni fa da contestatissime vacanze, per andare a Philadelphia dove sabato e domenica sarà in visita Papa Francesco. Mentre la Capitale si dibatte tra problemi di mafia e rifiuti, tra assemblee dei custodi del Colosseo e scioperi dei trasporti, decide di accettare l'invito del sindaco della città della Pennsylvania e annuncia il rientro tra domenica e lunedì. La prima cosa che viene in mente è che Marino non ha certo bisogno di volare a Philadelphia per incontrare Bergoglio. La seconda è la sorpresa per una impermeabilità alle critiche che si trasforma in arroganza. La terza è il sospetto che, visti i guai, si prepari un nuovo futuro da chirurgo, proprio negli Usa dove ha lavorato per anni. E una domanda: perché parte mercoledì se l'incontro è sabato?

In realtà, a fine luglio Marino aveva parlato del viaggio di settembre a Philadelphia, precisando che due giorni prima sarebbe andato a New York, «per una riunione tra il mio staff e quello del sindaco Bill de Blasio per scambiarci le nostre rispettive good practice amministrative». Good practice, proprio. Ma il 2 settembre, il giorno prima del rientro dalle ferie, Marino ha già incontrato a New York de Blasio, rendendogli la visita che ha fatto in Campidoglio a luglio. Tanto per confermare il suo attivismo americano, però, potrebbe tornarci. In meno di due anni da primo cittadino è stato all'estero 15 volte, 6 negli Usa. Questa sarà la settima. Tra gemellaggi, convegni, accordi per il nuovo stadio della Roma e vacanze, ha girato da New York a San Francisco, da Washington al Texas, a Philadelphia, dove a fine maggio ha ricevuto alla Jefferson University la laurea honoris causa in Scienze del Sidney Kimmel Medical College. In quest'università Marino è approdato dopo un decennio all'University of Pittsburgh Medical Center, per la quale dirigeva dal 1999 l'Istituto mediterraneo per i trapianti di Palermo. Decennio culminato nel 2002 in controverse dimissioni, per una brutta storia di 8mila dollari di rimborsi spese pagati due volte dall'ateneo. Tutti questi viaggi a Philadelphia non serviranno a preparare una exit strategy dal Campidoglio? O c'è qualche opportunità a New York?

Il sindaco «grande assente», che si dava alle immersioni subacquee oltreoceano mentre il governo decideva se commissariare Roma per Mafia Capitale o per il Giubileo e i Casamonica celebravano il funerale-show, è in grave difficoltà. Fra nuove giunte e rimpasti, la sua maggioranza si disgrega e i critici più accaniti sono tra i dem. Eppure, impassibile, lui riparte. Quasi una sfida a chi lo attacca. E a placare le polemiche non basta l'assicurazione del Campidoglio che le spese le sosterrà il Comune Usa. Per la leader Fdi Giorgia Meloni, si fa «ridere dietro dal mondo intero». Scrive su Facebook : «Qualcuno avverta il sindaco di Roma che ogni domenica, a San Pietro, non lontano dal Campidoglio, il Papa celebra l'Angelus, dove è più comodo per un romano ascoltarlo». E l'ex sindaco Gianni Alemanno, su Twitter : «Con la scusa di accompagnare il Papa a Philadelphia scappa ancora una volta da Roma». Ma lo scontro con la destra non si ferma qui. «Rappresentate la mafia»: ha risposto durante l'inaugurazione di una strada il sindaco, alle proteste di un gruppo di contestatori di Fdi. «Sarà querelato», assicura il capogruppo del partito alla Camera Fabio Rampelli.