Marino stanga i suoi cittadini Roma è Capitale ma delle tasse

Dai parcheggi alle zone a traffico limitato sino alle rette degli asili Così una raffica di aumenti ha segnato il rientro dalle ferie estive

S ettembre andiamo, è tempo di pagare. E' un rientro dalle ferie da brividi quello dei cittadini romani. Se Ignazio Marino augura a tutti i turisti un «buon soggiorno» e ai suoi concittadini indirizza un cordiale «bentornati», dimentica di regalare a entrambi un ombrello per proteggersi dalla pioggia di bollettini che si appresta a cadere su di loro. Roma, infatti, è ufficialmente diventata la Capitale delle tasse. Un triste primato detenuto anche sotto le precedenti amministrazioni, ma aggravatosi in maniera significativa dall'ingresso in Campidoglio del primo cittadino del Pd, eletto nel giugno 2013.

La raffica di rincari previsti per questo autunno è da record. Il 21 agosto è diventata esecutiva la delibera dell'Assemblea Capitolina che ha fatto scattare l'aumento del 50% delle strisce blu, da 1 euro a 1 euro e 50. Sono state anche abolite le tariffe agevolate, sia giornaliere (4 euro per 8 ore di sosta), sia mensili (abbonamento da 70 euro). Una mazzata per chi va al lavoro con l'automobile.

C'è poi la partita degli aumenti dei permessi per le zone a traffico limitato. L'incremento più cospicuo è a danno di chi risiede in centro: fino all'anno scorso si pagavano 78 euro. Con le nuove tariffe invece il permesso quinquennale obbligatorio costerà 1.016 euro per le macchine sotto ai 20 cavalli fiscali, 1.216 euro per quelle fino ai 23 cavalli e 1.416 per le vetture di potenza superiore. I residenti di San Lorenzo pagheranno 516 euro, con un incremento del 561% rispetto alla vecchia tariffa, quelli di Trastevere 716. Aumenti record che hanno portato il Codacons a perseguire la strada di un ricorso collettivo al Tar del Lazio. Sul piede di guerra anche i commercianti, anche loro sottoposti ad aumenti pirotecnici per l'ottenimento del «pass».

C'è poi la stangata sugli asili nido. Le rette mensili subiscono rincari tra il 7 il 15,5 per cento. Tradotto in cifre: un conto annuo, in media, più alto di circa 250 euro per famiglia. Si tratta, peraltro, solo del primo step: nel 2015 e nel 2016 iscrivere un bimbo in un asilo nido comunale comporterà progressivamente una spesa maggiore: in media un terzo in più rispetto a quella richiesta fino a oggi. Ma al di là di tutte queste tasse e tariffe sparse come trappole sul cammino quotidiano dei cittadini capitolini, c'è l'addizionale comunale a fare male alle tasche dei romani. Ogni romano paga in media 1.040 euro di imposte locali, contro i 440 del resto d'Italia, anche per coprire un dissesto accumulato nel tempo.

Ad aggravare la situazione fiscale dei cittadini della Città Eterna ci sono le addizionali regionali più alte d'Italia, anche in questo caso per risanare una Regione, il Lazio, da anni in crisi sotto il peso della sanità regionale. Senza dimenticare che già aleggia lo spettro della Tasi, in pagamento entro il 16 ottobre.

La grande spremitura delle tasche dei contribuenti riguarda anche chi a Roma è solo di passaggio, come i turisti. Da settembre raddoppiano, infatti, le tasse di soggiorno negli alberghi che diventeranno così le più alte d'Italia. Risulteranno fino a 10-15 volte più care rispetto a Londra, Parigi e Berlino. Per gli hotel a 5 stelle si passa a 7 euro al giorno, 4 stelle a 6 euro, 3 stelle a 4 euro, 2 e 1 stella 3 euro. Nuove tariffe anche per residenze alberghiere e agriturismi a 4 euro al giorno, bed breakfast 3,5 euro, campeggi 2 euro. Un affondo che alla lunga non farà altro che penalizzare il settore turistico.