Maroni non cede: stop a «moschea selvaggia»

Dopo la bocciatura della Consulta il governatore annuncia una nuova legge

Alberto GiannoniMilano La Regione Lombardia non si arrende. Da Roma arriva la notizia dello stop alla legge «anti-moschee»? Il governatore annuncia correttivi e un nuovo provvedimento, con lo stesso obiettivo: «Regolamentare la costruzione dei luoghi di culto».La Corte costituzionale martedì ha accolto il ricorso del governo contro la legge regionale numero 2. Le norme approvate nel febbraio del 2015 avevano introdotto requisiti molto stringenti per la costruzione di nuovi centri destinati al culto, quale che fosse la confessione religiosa intenzionata ad aprirli. Nel testo originario si parlava di telecamere, strade e parcheggi. E si prevedeva l'obbligo per i Comuni di procedere a Vas, la Valutazione ambientale strategica introdotta come strumento per recepire l'opinione dei cittadini residenti. Norme di natura urbanistica dunque, che erano state subito contestate dall'opposizione regionale e dai centri islamici e poi impugnate dal governo, che davanti alla Consulta ha visto riconosciute le sue tesi. «Andava difeso il sacrosanto diritto di ogni cittadino alla libertà nella sua dimensione religiosa, protetto dall'articolo 19 della Costituzione» ha spiegato, poco dopo la sua elezione, il nuovo presidente della Corte costituzionale Paolo Grossi. In realtà ieri la Regione Lombardia non aveva ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul verdetto. E la prima reazione di Maroni era stata ironica: «La Consulta ha bocciato la nostra legge che regolamentava la costruzione di nuove moschee - ha scritto il presidente sul suo profilo twitter- La sinistra esulta: Allah Akbar». In effetti sul caso sono piovute decine di dichiarazioni, dal Pd a Sel ai 5 Stelle; tutti soddisfatti per la sentenza e critici - a dir poco - col governo regionale. Soddisfatta anche l'unione delle comunità islamiche italiane. Comunque, Maroni e i suoi hanno messo a punto la reazione: «Voglio vedere le motivazioni - ha detto - Da quello che ho capito penso che siano superabili. Non si tratta della violazione dei diritti di religione. Penso siano superabili e reagiremo con una nuova legge». Una legge che sarà scritta «realizzando comunque l'obiettivo di dare regole. «Voglio evitare le moschee abusive e i luoghi di culto - ha concluso Maroni - che sono in realtà  luoghi di predicazione del fanatismo e del terrorismo». A dargli man forte il segretario leghista Matteo Salvini, che ha tuonato contro quella che ha chiamato «consulta islamica, non italiana». Ma tutto il centrodestra ha difeso l'idea della legge. Anche l'Ncd lombardo, sebbene a Roma sostenga il governo che ha impugnato la «anti-moschee». A Milano il tema è già entrato in campagna elettorale. Il candidato del Pd Beppe Sala si è unito ai critici della Regione. Quello del centrodestra, Stefano Parisi, ha fatto sapere che non considera le moschee una priorità, anche se ha riconosciuto che il tema, con le opportune garanzie, deve essere affrontato.