Marsiglia, c'è Simona la "ragazza geniale" dispersa tra le macerie

Il bilancio del crollo delle tre palazzine è salito a quattro morti. Ma ancora si scava

I cani non smettono un attimo di abbaiare, mentre le squadre dei pompieri, più 120 uomini all'opera, continuano a scavare senza sosta. Si cercano superstiti a Marsiglia, dove tre vecchie palazzine del quartiere di Noailles, in pieno centro, sono venute giù lunedì. Per ora sono stati recuperati i corpi di due donne (l'ultimo ieri sera) e due uomini, uccisi dalle macerie del duplice crollo. Ma i soccorritori stimano che sotto i detriti ci siano ancora 5-8 persone, e la speranza di trovarle vive si fa sempre più debole. Simona Carpigano, 30 anni di Taranto, potrebbe essere tra le vittime, non ancora identificate, oppure tra i dispersi. L'italiana aveva raggiunto 6 mesi fa la città francese, dove abitava un amico, per cercare lavoro. Della ragazza non si hanno più notizie da lunedì e per Sorriso, come la chiamavano le persone care, è partito il tam-tam su Facebook.

«Era una ragazza geniale, studiava da noi» racconta fra le lacrime il giovane cameriere di un bar. Anche la Farnesina ha confermato la presenza della pugliese tra i dispersi, facendo sapere che il consolato generale d'Italia a Marsiglia, in stretto accordo con il ministero degli Esteri, segue fin dalle prime ore le ricerche delle persone rimaste coinvolte nella tragedia.

Lunedì mattina, per primi, sono venuti giù due vecchi palazzi al civico 63 di rue d'Aubagne e al 65. Il primo era stato acquistato dal Comune nel 2008, che l'aveva «chiuso e murato». Nel secondo, invece, c'erano dieci appartamenti. Nove erano abitati e in uno di quelli al terzo piano doveva trovarsi Simona, mentre al piano terra c'era un negozio vuoto. Il terzo immobile crollato, al civico 67, era invece abbandonato e chiuso dall'estate del 2012.

Il Comune ipotizza che il cedimento delle palazzine possa essere stato provocato dalla pioggia, venuta giù nei giorni scorsi. Ma secondo i residenti la realtà è diversa. Il capo degli Insoumis, Jean-Luc Mélenchon, sottolinea che «sono le case dei poveri che crollano e non è un caso». Sophie, una studentessa di 25 anni, racconta di aver lasciato il suo appartamento domenica sera per andare dai genitori perché «da diversi giorni le porte di diversi appartamenti non si chiudevano più o si chiudevano appena» e di avere presentato denuncia lunedì alla polizia giudiziaria, incaricata dell'indagine. Il Comune nel 2011 aveva avviato un vasto piano di riqualificazione del centro città, ma secondo un rapporto presentato al governo nel 2015, gli alloggi pericolosi restano una bomba ad orologeria per 100mila abitanti.

I genitori di Simona ieri mattina hanno raggiunto l'aeroporto di Marignane e, in lacrime, hanno proseguito verso l'unità di crisi allestita sulla Canebière. Il giornale locale La Provence ieri ha pubblicato una foto della figlia, che risale a tre giorni prima del crollo, in cui si vede la giovane a cena con un vicino di casa del quarto piano, Fabien, pittore sui 50 anni, anche lui tra i dispersi. Lei voleva lasciare da tempo l'edificio dove viveva. «Non smetteva di dire che avrebbe finito per crollare e noi provavamo a rassicurarla perché non ci credevamo» racconta a La Provence Sylvain, compagno di Fabien.

Non è spenta completamente la speranza di trovare qualcuno ancora vivo. «Delle sacche d'aria potrebbero ancora essere presenti - ha spiegato il comandante delle operazioni di soccorso di vigili del fuoco di Marsiglia - resta una settimana di lavoro giorno e notte».