Le «maschie» sexy di Ralph Lauren

Di giorno abito in tweed che sembra chiffon, la sera è rock. Debutta il portale cinese JD.com

diNew York In un mondo perfetto tutte le donne vestirebbero come dice Ralph Lauren: «Con uno stile languido e maschile per il giorno, mentre per la sera si libera un certo spirito rock». La collezione del prossimo inverno in passerella ieri mattina a New York, ha fatto innamorare il popolo della moda. Moltissime le innovazioni sulla più solida delle tradizioni: l'eleganza sartoriale dell'uomo inglese. Grazie a un sapiente gioco di proporzioni l'oversize maschile messo sul corpo femminile assume il sensuale languore delle cose morbide e destrutturate: mai visto prima un tailleur pantalone in tweed che sembra danzare come un impalpabile tutù di chiffon. Le prime uscite sono tutte sui toni di tortora, cioccolata e verde sottobosco con le tipiche fantasie da uomo: spinato, occhio di pernice oppure tartan. Jeans laccati blu di Prussia con strepitose giacche vittoriane e fenomenali camicie in cotone con strati di volant e alte polsiere plissettate. Lo stesso motivo a organetto si ritrova sugli indimenticabili abiti da sera in velluto nero: tre cortissimi, uno lungo e severo. Da qui in poì c'è un crescendo rossiniano di proposte per la sera che vanno dalle gonne-meringa in chiffon di seta e metallo con una speciale laminatura oro bianco che ricorda la vernice metallizzata delle auto d'epoca, ai poetici abiti di velluto battuto a mano, plissettato, schiacciato, stirato e vaporizzato mille volte fino a svolazzare come seta. Qui i colori vanno dal rubino all'ametista passando per il topazio madera e l'acquamarina, mentre nel broccato fatto a mano dell'abito del gran finale ci sono le 40 sfumature di questa fenomenale collezione. Altrettanto impeccabili gli accessori: francesine e stivaletti di cocco per il giorno, evanescenti sandali per la sera e le più belle borse che si possano vedere fuori da una sfilata di Hermés. Nessuno stupore, quindi, se il fatturato del brand ha raggiunto l'astronomica cifra di 6.8 miliardi di Euro. Nel loro genere bravi, ma un po' involuti, Lazaro Hernandes e Jack McCollough di Proenza Schouler sfilano nel nuovo Witney Museum con la versione invernale della loro collezione estiva. Alcuni pezzi sono bellissimi: i primi tailleur pantaloni, gli abiti e i cappotti allacciati come un corsetto stringato, i vestiti fatti a fettine con strisce che penzolano dappertutto. Dire che la fonte d'ispirazione è il genio del minimalismo Frank Stella sembra un pretesto. Ma su questo tema insiste anche Jason Wu per Boss Woman e centra l'obbiettivo con una gradevole collezione ispirata dalle venature dei legni sull'abito con assemblaggi sartoriali degni di Walter Mollino. Certo questa donna non sembra animata da grandi passioni, mentre quella di Theory, marchio fondato nel 1997 da Andrew Rosen ed Eli Tahari (due titani del made in Usa), ha un potente mix appeal tra lo stile parigino e quello newyorkese. La creative Director Lisa Kulson riesce a rendere sexy pure un tailleur pantalone blu, un trench di cashmere double rosa e dei sandali in pelliccia con tacco quadrato. Debutta JD.com, il più grande rivenditore diretto online cinese. Padrino dell'operazione Mario Boselli, presidente onorario di Europe Design Center, la società che gestisce questo business colossale e che ha deciso che l'Italia è il Paese più importante per entrare nel magico mondo della moda e del design. La sfilata newyorkese arriva infatti sei mesi dopo quella di Milano e precede un'importante operazione prevista per il prossimo salone del mobile.