Massoni indignati: "Anche noi siamo vittime"

Il Grande maestro Bisi: «Per il grave gesto di un singolo non si può condannare tutti noi»

Tiziana Paolocci

Sembra tutto molto chiaro. Per affiliarsi basta essere motivati a fare del bene, credere in «fratellanza», «tolleranza», «uguaglianza» e essere presentati o autocandidarsi, allontanando però il pensiero che questa scelta possa rappresentare una scorciatoia per relazioni influenti o avanzamenti di carriera. Il sito del Grande Oriente d'Italia spiega chiaramente perché e come diventare massone. Eppure questa parola per la maggior parte delle persone ha un significato oscuro.

Oscuro, almeno quanto il perché Giulio Occhionero spiasse i suoi «fratelli». Non uno o due, ma 337 compreso Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia. L'uomo, arrestato insieme alla sorella Francesca Maria, in passato aveva ricoperto il ruolo di maestro venerabile della loggia «Paolo Ungari-Nicola Ricciotti Pensiero e Azione» di Roma, dalla quale 48 ore fa è stato sospeso. «Vorrei far presente che noi siamo vittime - ha spiegato il Grande Maestro Bisi - per l'atto gravissimo di un singolo non va condannata l'intera massoneria». E nel ricordare le opere di solidarietà verso rifugiati e terremotati e le manifestazioni per celebrare la Repubblica, fa sapere di non ricordare l'ingegnere nucleare, pur non escludendo di averlo incontrato in qualche riunione. Del resto i massoni in Italia sono 23 mila e non è facile capire perché Occhionero ne tenesse sotto controllo alcuni. Ma tra questi ci sono nomi e cariche importanti, oltre a Bisi. C'è Franco Conforti, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili del Lazio, Luigi Sessa, Gran Maestro Onorario del Goi, Gianfranco De Santis, ex Promo Gran Sorvegliante del Goi e ancora Kristian Cosmi, suo amico, avvocato e membro della «Paolo Ungari-Nicola Ricciotti Pensiero e azione», come il suo amico Massimo Manzo. E ancora Giacomo Manzo, membro Goi del Lazio, Franco Conforti e Antonio Fava, candidati a presidenti del collegio delle logge del Lazio e Gregorio Silvaggio, ufficiale della Gdf, ex presidente del collegio delle Logge ora «in sonno».

Per l'accusa l'interesse di Occhionero potrebbe essere legato a giochi di potere all'interno del Goi, come rivelerebbero alcune intercettazioni telefoniche da parte degli investigatori. Forse l'arrestato voleva ricattarli e mirava a salire di ruolo. Già, perché la massoneria è fatta di grandi nomi della politica, istituzioni e finanza. Lo stesso Paolo Ungari, al cui nome è dedicata la loggia di appartenenza di Occhionero, è stato esponente del Partito Radicale e del Pri, preside dell'Università Luiss e Presidente della Commissione per i diritti umani della Presidenza del Consiglio. La sua morte è stata un giallo: cadde nella tromba dell'ascensore di un palazzo in piazza d'Aracoeli e fu trovato 3 giorni dopo. Sulla sua lapide, come da lui richiesto, si legge: Maestro massone.