Matrimoni gay, la Merkel vota contro ma li fa approvare

Così la Cancelliera avrà via libera per ogni alleanza post voto. Pure coi rivali della Spd

Berlino La Germania ha legalizzato le nozze gay. Con 393 voti a favore, 226 contrari e quattro astensioni, il Bundestag ha esteso l'istituto del matrimonio dalla coppia tradizionale alla coppia formata da persone dello stesso sesso. Passata con il nome di Ehe für alle, nozze per tutti, la legge prevede gli stessi diritti e doveri per tutti i nuovi coniugi a prescindere dalla loro identità od orientamento sessuale, adozione dei minori inclusa. In Germania dal 2001 era in vigore l'istituto delle unioni civili ma l'adozione era riservata a coppie uomo-donna oppure a singoli cittadini, liberi poi di unirsi a un altro partner. La decisione dei deputati tedeschi è stata accolta dal tripudio di alcuni gruppi di militanti lgbt in fervente attesa davanti all'edificio del Parlamento e a quello della cancelleria federale guidata da Angela Merkel.

Nonostante il voto sia venuto dal Bundestag su iniziativa dei partiti della sinistra, con un capolavoro di bizantinismo la cancelleria è riuscita a mettere una volta ancora il proprio cappello su una iniziativa altrui, attribuendosene in sostanza il merito. L'improvvisa accelerazione verso il matrimonio «per tutti» è giunta a inizio settimana dal congresso straordinario dell'Spd. Riuniti per approvare il programma con cui a settembre Martin Schulz sfiderà Merkel, i delegati socialdemocratici hanno deciso di portare la questione al Bundestag: le elezioni sono dietro l'angolo e la sinistra abbracciata da quattro anni alla cancelleria in una große Koalition a tratti soffocante avevano bisogno di uno strappo. Ieri poi era l'ultimo giorno utile prima della pausa estiva dei deputati.

Annusato la nuova brezza, Merkel è andata in tivù a raccontare di aver conosciuto una coppia di lesbiche affidatarie di otto bambini e di essere rimasta positivamente colpita dalla loro esperienza. Al punto di decidere che, in barba alle indicazioni del partito cristiano-democratico (Cdu) da lei stessa presieduto, la questione andava affrontata in Parlamento secondo coscienza. È così è stato: fra la costernazione degli alleati cristiano-sociali bavaresi, non meno di 70 deputati Cdu hanno votato assieme ai colleghi di Spd, Verdi e Linke, fra gli applausi di coppie gay giunte in tribuna a baciarsi davanti ai legislatori. Il colpo di genio è arrivato in aula, dove Merkel ha votato no, vincendo in un colpo solo game, set e match. Ai cronisti parlamentari ha sobriamente spiegato di credere che il matrimonio sia solo «per un uomo e una donna». Eppure passerà alla storia come la cancelleria che ha sdoganato il matrimonio omosex.

Merkel non è nuova a questi improvvisi arrocchi sulla scacchiera politica: è stata lei, dopo l'incidente di Fukushima nel 2011, a ordinare la progressiva chiusura di tutte le centrali nucleari tedesche. Privati di un loro storico cavallo di battaglia, da allora i Verdi hanno perso molti dei loro consensi. La cancelliera si è poi spianata la strada per il futuro: se a fine settembre vincerà le elezioni, avrà comunque bisogno di un partner di coalizione; e tutti i futuribili soci di minoranza Verdi, Spd o Liberali si sono da tempo detti indisponibili a programmi di governo che non prevedano le nozze gay. I primi fiori d'arancio lgbt sono attesi per novembre, una volta che la legge sarà stata promulgata dal capo dello Stato. Non sono tuttavia escluse iniziative per invalidare le Ehe für alle: un gruppo di deputati Cdu-Csu ha preannunciato un ricorso alla Corte costituzionale. Il ricorso è esperibile se presentato da almeno un quarto (158) dei 613 deputati tedeschi.