Matteo «precetta» Agnese e lei si presenta in classe «È andata benissimo»

La moglie del premier non ha scioperato contro la riforma del marito come hanno fatto quasi tutti i colleghi precari della scuola dove insegna

La first lady Agnese Landini (odia farsi chiamare così) è una donna gentile e sorridente, ma timida e schiva. A differenza del marito scappa davanti a fotografi e telecamere e appare al suo fianco solo in poche e selezionatissime occasioni ufficiali. Non per questo però fugge ai propri doveri di moglie del presidente del Consiglio e segretario del Partito democratico. Se c'è da fare qualcosa che agevoli il marito la si fa senza fiatare. Meglio non contraddirlo mai vista la fine che fanno i suoi detrattori.

Per questo ieri, mentre mezza Italia scendeva in piazza per protestare contro la riforma della scuola di Renzi, la sua fedele Agnese, insegnante part-time dell'istituto superiore «Ernesto Balducci» di Pontassieve (a un chilometro dall'abitazione del premier), andava regolarmente a scuola a tenere lezione agli studenti della prima classe, con indirizzo in Scienze umane. E non solo. Fra le 10 e le 11 ha anche dedicato un'ora al ricevimento dei genitori dei propri studenti per i colloqui di fine anno scolastico.

Nella sua scuola, che conta 45 classi, erano presenti solamente 14 professori su 80. E la signora Renzi, pur essendo una precaria della scuola come molti dei suoi colleghi che ieri hanno sfilato e fischiato per le strade di molte città, ha preferito prendere le distanze dai contestatori di suo marito. Sarà mica stata «precettata»?

«Io domani andrò a scuola», aveva laconicamente già preannunciato il giorno prima. Del resto non poteva certo scioperare contro il marito e, dunque, verso le 8 è arrivata nel parcheggio della scuola a bordo della sua vecchia Volkswagen Sharan (la solita con la quale scorrazzava sulle corsie preferenziali di Firenze con il pass di Renzi sindaco). Dopo aver salutato i giornalisti, come sempre senza rilasciare dichiarazioni, è entrata nell'istituto. Agnese insegna italiano e latino in una classe del biennio del liceo scientifico per quattro ore la settimana, spezzate su due giorni, il martedì e il venerdì. Un contratto a tempo determinato che le scadrà a giugno.

Nel settembre scorso, Agnese Landini, si era anche messa in fila a Scandicci tra gli insegnanti precari per l'assegnazione delle supplenze, e a un giornalista che le chiedeva se fosse l'ispiratrice della riforma, rispose: «Come in tutte le coppie ci confrontiamo. Matteo conosce la realtà della scuola italiana. Sa quali sono i punti di forza e di debolezza del mondo dell'istruzione anche attraverso la mia esperienza».

A marzo, quando il disegno di legge sulla «Buona Scuola» era passato, lei disse che quella «era una vittoria per i precari». Un'insegnante le rispose: «La signora Agnese non sciopera perché lei non ha i nostri problemi. La certezza di avere sempre uno stipendio a fine mese lei ce l'ha».

Trentasette anni, la moglie del premier è precaria da otto anni nelle graduatorie ad esaurimento. Quando la sua scuola attuale, l'istituto Balducci, aveva votato un documento molto critico nei confronti della riforma (passò con 34 voti a favore e 29 contrari), lei aveva deciso di astenersi dal partecipare a quell'assemblea. «È stata molto corretta», avevano apprezzato i colleghi professori.

Ieri è uscita alle 13.30 come ogni martedì e con un sorriso a trentadue denti ha detto ai giornalisti: «È andata benissimo». Chissà se la lezione di ieri ai suoi studenti è stata incentrata sugli aforismi di Gilbert Keith Chesterton. Non si sa mai qualcuno di loro un giorno diventasse presidente del Consiglio.

di Fabrizio Boschi

Firenze