Maxi-hotel, saune e massaggi Così l'Italia accoglie i profughi

Dal Portofino Kulm agli alberghi stellati in Toscana: è la sistemazione proposta agli immigrati. Che scioperano se non trovano il wi-fi o sono troppo fuori mano

Profughi a Portofino. Fra una sauna e un idromassaggio. Migranti sistemati negli hotel più esclusivi, con vista mozzafiato su un promontorio unico al mondo. Succede di tutto in questi giorni caotici e drammatici. Arrivi e annunci, sbarchi e sistemazioni di lusso. Il Tigullio, ma anche Orta San Giulio in Piemonte e Campiglia in Toscana. I prefetti cercano caserme e strutture abbandonate per gestire l'interminabile emergenza, le Regioni prospettano soluzioni che talvolta, vedi appunto Portofino, paiono una provocazione un colpo mortale al turismo, i Comuni si ribellano e loro, i clandestini e i richiedenti asilo, alzano la voce e protestano se le strutture d'accoglienza non sono adeguate alle loro aspettative.

Così le cronache di queste ore sono punteggiate da episodi che si stenta a credere: a Campiglia, spiaggia affacciata sul Tirreno, scendono da un pullman in venti. Il viaggio della disperazione finisce nelle camere di un dignitoso albergo che di solito lavora per le famiglie in vacanza, ma i profughi non ne vogliono sapere. L'hotel, come racconta il Corriere fiorentino , è troppo lontano dal centro del paese e poi non c'è e il wi-fi . Vuoi mettere? Ammutinamento e rapida capitolazione delle autorità che decidono il trasloco in un albergo meno decentrato. Stessa protesta e «lieto fine» anche a San Rossore, alle porte di Pisa. Quando l'hotel non va bene, si cambia.

Sarà per questo che la Regione Liguria ha deciso di volare alto. Molto alto. Così, come ha scritto il Giornale della Liguria , per tamponare l'ondata migratoria si è deciso di puntare su un quattro stelle da cartolina, difficilmente contestabile: il Portofino Kulm. Qui, secondo le indicazioni, dovrebbero trovare alloggio 151 profughi: 143 nella struttura principale, 8 nella dependance. È vero che al momento il Portofino Kulm, icona della Riviera in una posizione strepitosa, è chiuso, ma l'assenza di ospiti non vuol dire che sia in abbandono. Semplicemente è in corso una contesa giudiziaria fra la nuova proprietà di Unipol Sai e i vecchi gestori. Ora in questa situazione s'inserisce l'ente pubblico che a un passo dall'apertura della stagione e a pochi giorni dalle elezioni, vorrebbe smistare al Kulm un pacchetto corposo di nuovi arrivi. Il centrodestra insorge, gli albergatori si stropicciano gli occhi, a sinistra rispondono con il solito mantra sulla strumentalizzazione a fini politici del dolore e della sofferenza. Raffaella Paita, candidato governatore del Pd contro Edoardo Rixi e Giovanni Toti, portabandiera dell'opposizione azzurra e verde che anche su questo tema si gioca la sfida delle urne.

In Liguria siamo già a quota 1.200 migranti, più di 500 solo a Genova e da più parti si sottolinea che la situazione è al limite, a un passo dal collasso. C'è il rischio concreto che i turisti disertino le spiagge, ma Roma preme e allora si procede in ordine sparso. Le prefetture danno i numeri, le regioni individuano i possibili alloggi, i comuni, come Alassio, cercano di smarcarsi e di sfuggire alle richieste.

Anche i profughi, però, si mettono di traverso. Prove di sciopero. Richieste e spostamenti verso destinazioni più confortevoli. Succede in Toscana, fra San Rossore e Campiglia, perché gli alberghi non hanno gli standard immaginati dai clandestini. Che oltretutto, fanno sapere, non gradiscono gli hotel fuori mano, in cui si sentono isolati.

Ma capita anche a Orta San Giulio, sulle sponde del piccolo e suggestivo lago piemontese. Qui i migranti vengono collocati a Villa San Francesco, un edificio di proprietà dei Francescani ma da tempo in disuso. Forse gli ospiti si aspettavano qualcosa in più, così l'altro giorno scatta la protesta. Una specie di sciopero con decine di persone che si sdraiano in mezzo alla strada per denunciare il malfunzionamento del complesso.

Insomma, c'è molta approssimazione in questa storia. E sbarco dopo sbarco la situazione si complica, la confusione aumenta, le autorità giocano, secondo consolidata tradizione, a scaricabarile. Lampedusa è lontana. Ormai i migranti sono ovunque e talvolta vengono equiparati, con cinica disinvoltura, a classici turisti. Offrendo loro sauna e idromassaggio. Un motivo in più per protestare quando al posto del depliant da sogno c'è un alberghetto senza pretese. E senza connessione wi-fi .

Commenti

Giorgio5819

Sab, 09/05/2015 - 21:07

La feccia che ci sta invadendo proviene da fogne a cielo aperto e pretende sistemazioni lussuose e soldi, hanno la stessa spocchia dei comunisti che li importano. Tutto a spese dei contribuenti italiani, rivoltiamo questo letamaio e sgombriamo l'Italia da queste zecche.