"Me ne sono andato col sorriso. Non ho rimpianti, ero felice così"

Il toccante messaggio del volontario

«Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più in questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così. Non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo giusto, difendendo i più deboli, e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà» ha scritto nel suo testamento Lorenzo Orsetti, il volontario italiano al fianco di curdi ucciso dall'Isis in Siria.

«Nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo, e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio» si legge nel toccante testo reso noto sulla pagina Facebook di Claudio Locatelli. Originario di Bergamo si definisce «giornalista combattente» dopo avere imbracciato le armi al fianco dei curdi.

Alessandro Orsetti, il padre dell'italiano caduto in battaglia, conferma: «Mi ha telefonato il suo comandante curdo dicendo che Lorenzo è morto insieme a tutti quelli del suo gruppo in un contrattacco dell'Isis stamani (ieri per chi legge nda). Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato. Li hanno uccisi tutti». La madre Annalisa ricorda «che era felice» in Siria «voleva combattere al fianco dei curdi per vincere contro quello che lui chiamava il fascismo dell'Isis». Il padre spiega che «certamente eravamo contrari. Non gli si poteva dire «vai, è bello», però abbiamo capito che per lui era una scelta per dei valori in cui credeva».

Nel testamento Lorenzo lascia un messaggio preciso: «Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l'avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l'individualismo e l'egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza: mai! Neppure per un attimo».

Mustafà Bali, portavoce delle Forze democratiche siriane che stringono d'assedio l'ultima ridotta in mano all'Isis ha dichiarato al Giornale: «Tekosher (nome di battaglia di Orsetti nda) era un grande compagno e combattente. Ha perso tristemente la vita fronteggiando l'Isis. Promettiamo che ci vendicheremo in suo nome».

Grazie alla spinta idealista, che l'ha spinto a mettere in gioco la vita, Lorenzo ha lasciato scritto: «Anche quanto tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l'uomo e la terra sembrano insormontabili cercate di trovare la forza e di infonderla nei vostri compagni. È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve. E ricordate sempre che «ogni tempesta comincia con una singola goccia». Cercate di essere voi quella goccia». FBil