Meglio Gramsci di Alfano sul Family day

di Antonio SignoriniAngelino Alfano e Matteo Renzi a lezione di praxis gramsciana. Bacchettati da un filosofo del vecchio Pci, quasi fossero gruppettari del '77, con eskimo, molotov nella tasca e basi politiche traballanti. È uno dei miracoli della Terza repubblica. Un premier di provenienza Dc, un ministro dell'Interno di centrodestra, entrambi cattolici, trattano su valori che uno studioso marxista considera non negoziabili.La notizia è che Giuseppe Vacca, presidente della fondazione Istituto Gramsci, ha sdoganato il Family day difendendo la manifestazione con toni che nemmeno la Conferenza episcopale italiana. Sulla stepchild adoption nessun dubbio: «È un modo surrettizio per introdurre la maternità surrogata, l'utero in affitto». Su questo punto la «folla» del Circo massimo ha espresso «osservazioni fondate».Messaggio tutto interno alla sinistra, che ricorda l'eterna lotta tra i movimentisti e il partitone. Botteghe oscure non poteva permettersi il lusso di staccarsi troppo dal sentire comune degli italiani. Oggi la sinistra lo fa e sbaglia. Il Family day reazionario? «Assolutamente improprio». Sulle «questioni della vita - spiega Vacca - non si può applicare la coppia progresso-reazione. Quella folla esprime un modo di vedere la famiglia che appartiene a una vasta parte della società italiana». La sinistra dovrebbe essere contro una modernità dove «il naturale e l'artificiale si mescola» e contro la tesi di chi sostiene che un figlio è un diritto. L'individuo al centro di tutto è un errore. «La sinistra subisce una deriva nichilista. In termini marxisti, spontaneista». L'accusa formulata è pesante. La stessa che il Partito comunista italiano mosse prima a chi si oppose all'articolo sette della Costituzione della Repubblica (quello che recepiva i Patti Laternanensi) poi a chi si entusiasmò troppo per i referendum su aborto e divorzio. Infine, negli anni Settanta, ai rivoluzionari un po' borghesi che dicevano di volere cambiare la società, ma che per un eccesso di estremismo rischiavano di non ottenere nulla. Il presidente dell'Istituto Gramsci pensa al Partito democratico a guida Renzi, ma nel ragionamento rischia di rimanere impigliato anche il ministro dell'interno Alfano. Leader del Nuovo centrodestra e l'unico che può condizionare il corso della legge dentro la maggioranza. I centristi del governo Renzi hanno chiesto lo stralcio delle adozioni del figlio del partner dalla legge sulle unioni civili. Ma lo stesso Alfano ha detto chiaramente che non farà barricate né metterà a rischio la tenuta del governo. Negli anni Settanta, ricorda Vacca nell'intervista al Corriere della Sera, laici e cattolici hanno cercato e trovato compromessi che hanno portato alla riforma del diritto di famiglia. Oggi, con una maggioranza saldamente in mano ai cattolici, con un esponente del centrodestra come secondo azionista della coalizione di governo, può passare una versione delle unioni civili che alla fine dei conti andrà bene solo a un pezzo di società italiana. Gramsci e Togliatti non avrebbero gradito.