Meloni e l'asse con Salvini: "Serve un'alternativa a questo governo"

La leader di Fratelli d'Italia ribadisce la netta bocciatura al governo giallo-verde e blinda l'asse con la Lega anche in vista delle prossime Europee

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, vuole rafforzare l'asse con la Lega pur facendo una dura opposizione al governo per quanto riguarda l'economia.

"Sulle materie economiche il governo sta sbagliando tutto. Dalla manovra che non è in grado di affrontare il periodo recessivo e rischia di peggiorarlo, al Dl dignità che non produce dignità: dall'esecutivo sono arrivati tutti provvedimenti che fanno chiudere le imprese, aumentano le tasse e la burocrazia, aumentano il grande fratello fiscale e che moltiplicheranno la disoccupazione e la povertà".

Una bocciatura che però non indiebolisce l'alleanza con la Lega. Anzi, Meloni vuole fare in modo che si crei un'alterantiva di centrodestra all'esecutivo giallo-verde. E la leader di FdI lo ribadisce a Non Stop News su Rtl 102.5: "Non sto lì a dire a Salvini di staccare la spina ma cerco, con Fratelli d'Italia, di costruire un'alternativa". "Il prossimo 26 maggio si vota per le elezioni europee e se i risultati confermeranno che c'è un asse e una crescita di Fratelli d'Italia e della Lega, le cose verranno da sé. Se i cittadini sono d'accordo con me, quello che possono fare è votare Fratelli d'Italia alle elezioni europee", ha concluso Giorgia Meloni

Commenti
Ritratto di Nahum

Nahum

Mar, 12/02/2019 - 14:12

Salvini non ha bisogno di Meloni e le sue ultime boutade (tasso, Tito,) mostrano che non é un partito ma un patetico gruppo di nostalgici senza cultura né conoscenza del mondo

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 12/02/2019 - 15:13

Asse con Salvini OK. In linea con la tradizione del suo partito e coerentemente con quanto pensano gli elettori di destra, me compreso. Però l’alternativa non c’è e neppure mai ci sarà, almeno “rebus sic stantibus”. Servirebbe una radicale revisione del sistema elettorale e della stessa Costituzione. Per cominciare una sola Camera (via il Senato, inutile e perditempo, o viceversa). Elezioni doppio turno, con ballottaggio fra i due partiti che hanno ottenuto più voti. Chi vince governa per cinque anni e gli altri stanno a guardare. Poi si ricomincia e chi governa ne tutta porta la responsabilità davanti al Popolo. Naturalmente i politici non condivideranno mai un’idea del genere: troppo forte il pericolo di perdere (cosa normale), ma soprattutto di “andare a casa”, bocciati e castigati. La "politica", anzi i "Politici", non accetteranno mai un "sistema" troppo rischioso per la loro poltrona in Parlamento.