Mentre l'Europa chiacchiera muoiono altri 15 bambini

Dopo l'ondata di commozione e solidarietà, gli sbarchi continuano indisturbati. Naufragio nell'Egeo, è strage

AteneUna tragedia che mette altro sale sulle ferite dell'immigrazione nel Mediterraneo, con Grecia ed Italia a fare da frangiflutti a questo flusso biblico. Almeno 34 profughi hanno perso la vita ieri mattina nell'Egeo orientale a largo dell'isola di Pharmakonisi. Una strage di bambini: tra le vittime quattro neonati e altri 11 piccoli (sei maschi e cinque femmine). L'imbarcazione era salpata con 112 persone a bordo, di cui 68 sono state salvate dalla guardia costiera ellenica, mentre 29 nonostante il mare grosso, hanno raggiunto a nuoto l'atollo che si trova a una decina di chilometri dalle coste turche.

La mobilitazione delle autorità greche è stata immediata anche per via delle avverse condizioni meteo: con il mare forza sette il Centro di Coordinamento Unificato di ricerca e salvataggio del Ministero della Marina ha fatto decollare immediatamente un elicottero e due imbarcazioni da Mytilini per i soccorsi. I corpi dei migranti deceduti sono stati trasferiti a Rodi per l'identificazione, mentre i sopravvissuti si trovano nell'isola di Leros in attesa di raggiungere il centro di smistamento al Pireo. Il dramma si fa doppio in un Paese che in questo momento non ha risorse per fornire accoglienza o per svolgere adeguatamente il controllo delle frontiere per i noti problemi economici, con una cronica mancanza di medici, attrezzature e mezzi.

«La Grecia è preda di un problema internazionale ed europeo: la questione dell'immigrazione e dei rifugiati», ha detto il premier Vassiliki Thanou che si trovava in visita nella vicina Mytilini, l'isola che da tre settimane è alle prese con 20mila rifugiati presenti in loco e soli 30 poliziotti e due ambulanze per gestirli. Nell'occasione ha inviato un messaggio a chi critica la gestione da parte greca del dramma umano che si sta consumando nell'Egeo: «A coloro che, avendo a cuore la sicurezza nel cuore dell'Europa, criticano il nostro paese suggerisco di riflettere sulla dimensione dei confini dell'Europa con 16 mila chilometri di costa».

Intanto i sindaci di alcune città europee particolarmente colpite dal fenomeno, tra cui Parigi, Barcellona, Lampedusa e Mytilini in un appello unitario invitano i leader europei a non voltare le spalle ai rifugiati, affermando che le loro città sono pronte a fare la loro parte. «Le città d'Europa sono pronte a fare accoglienza attribuendo lo status di esiliato», scrivono sul quotidiano spagnolo El Pais alla vigilia di una riunione cruciale dei ministri dell'Interno e della Giustizia dell'UE riguardo la crisi dei rifugiati.

Sì, ma nel frattempo proprio a Mytilini il sindaco Spyros Galeno, che ha minacciato il governo greco di non far svolgere le elezioni di domenica, è alle prese con una situazione infuocata: gli arrivi non cessano e gli abitanti dell'isola iniziano a manifestare insofferenza per il gran numero di rifugiati presenti, che nel frattempo sono stati allocati nello stadio di calcio. È di pochi giorni fa l'attacco di due ragazzi a due siriani con bottiglie incendiarie, mentre l'ex ministra dell'immigrazione Tassia Christodulopulos si segnala per un'uscita infelice. Ha detto pubblicamente che i siriani «convengono alla Grecia perché arricchiscono le isole: dove comprano ricariche telefoniche e batterie per cellulari».

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