«Mentre la tabaccaia lottava per la vita il killer era fuori dalla sala operatoria»

Nei momenti in cui Maria Luisa Fassi, la tabaccaia di Asti uccisa con 45 coltellate, lottava tra la vita e la morte dentro una sala operatoria dell'ospedale astigiano Cardinal Massaia, il suo assassino, Pasqualino Folletto, sarebbe stato lì, dietro la porta della sala operatoria. Secondo quanto riporta un articolo pubblicato su Panorama.it, un testimone ha raccontato ai carabinieri di averlo visto, vicino agli ignari familiari della tabaccaia che pregavano per la sua vita. Folletto, che ora è nel carcere di Quarto d'Asti, accusato (il gip ha convalidato l'arresto) di rapina aggravata e omicidio aggravato dalla crudeltà, sarebbe rimasto seduto in disparte, immobile, senza dire una parola, mentre la donna era sottoposta a un delicato intervento, durato oltre dieci ore. Sperava di passare inosservato, del resto anche quando, quella maledetta mattina del 4 luglio si è presentato in tabaccheria con un coltello per rapinare Maria Luisa Fassi, ha agito a volto scoperto, certo di non essere riconosciuto. Invece a incastrarlo sono stati i filmati della videosorveglianza che lo hanno ripreso mentre parcheggia l'auto a pochi metri dal negozio, per garantirsi una fuga più rapida e sicura. E anche questa volta, in ospedale, se la testimonianza sarà confermata, Pasqualino Folletto è stato visto e riconosciuto. L'uomo ha detto agli inquirenti che non era sua intenzione uccidere e di essere profondamente pentito. Forse con quella visita nel reparto del Cardinal Massaia, Folletto voleva accertarsi delle condizioni di salute di Maria Luisa, forse sperava ancora che le coltellate, sferrate con violenza inaudita, non avessero spezzato la vita della mamma di due ventenni che non sanno darsi pace. Avrà sbirciato, da lontano, i genitori e il marito Valter Vignale, per captare un cenno di speranza, la possibilità che Maria Luisa non fosse morta.