Il mercato non sbaglia nulla, il governo tutto

Il mercato riprende vigore mentre il governo opera come una macchina inceppata. Tasse, regole, bonus e deficit generano molto debito e frenano lo slancio del mercato

Viviamo in ripresa frenata. Il mercato sta riprendendo vigore mentre il governo opera come una macchina inceppata, le cui tasse, regole, bonus e deficit generano molto debito e frenano lo slancio del mercato. Ci sono investimenti nella banda ultra larga mediante piani di sviluppo e nuove sinergie con la regia di Vivendi in Telecom, l'accordo fra Vivendi e Mediaset per l'utilizzo delle torri. E si profila una grande l'alleanza multinazionale fra i gestori delle tlc francesi e italiani. Enel Open Fiber ha lanciato un piano di 2,5 miliardi per lo sviluppo della rete di fibra ottica in 224 città minori e i loro distretti. Fiat Chrisler-Ferrari colloca in borsa titoli per 1,25 miliardi mentre Coima Res, società di investimento in immobili commerciali, debutta in Borsa per raccogliere almeno 300 milioni per acquisire dimensioni comparabili alle altre società europee. Il mercato sta rinnovandosi nelle pubbliche utilità sia nelle tecnologie sia nei nuovi servizi, riprende forza nelle industrie dei beni durevoli che fanno leva sul made in Italy, rinasce nel settore immobiliare. Si tratta di grandi imprese e di medie imprese, di mix fra italiane ed estere e fra società pubbliche e private. Il mercato sta riprendendo energia anche nel campo bancario: nasce un promettente colosso Banco-Popolare-Bpm. Sarà la terza banca italiana dopo Intesa San Paolo ed Unicredit, con 170 miliardi di attivo, 120 di crediti verso la clientela e 118 di raccolta diretta. Il Banco Popolare, però, dovrà fare un aumento di capitale di un miliardo di euro. Lo richiede la nuova autorità di vigilanza bancaria europea, che con l'Italia ha un atteggiamento rigido, perché vuole affermare la propria autorità e ritiene che sulla nostra finanza pesi negativamente l'eccesso di debito pubblico. Non appare sufficiente il fatto che gli italiani risparmino molto anche nel settore innovativo del risparmio gestito, la cui raccolta a febbraio è stata di 9 miliardi. E qui veniamo al freno del governo Renzi e gli errori che ha fatto nel settore finanziario. Con il decreto salva-banche tenta di correre ai ripari dopo l'oscura vicenda di Banca Etruria con un rimedio affrettato che peggiora la situazione dopo l'annuncio che gli ex amministratori sono sotto processo per bancarotta fraudolenta e altri reati. Ora c'è un nuovo pasticcio nella riforma delle Banche di credito cooperativo. Ma soprattutto pesa negativamente la reprimenda Bce sul deficit di bilancio eccessivo. Il fatto che risultino due milioni di lavoratori in nero non genera nel governo la domanda sul perché: regole e imposte eccessive. Il rapporto fra Stato e mercato è quello tipico di un governo dirigista che cerca facile popolarità con una prospettiva di breve periodo. Non quello di un governo liberale, con una visione sociale basata sul merito e sulla responsabilità, salvo a parole.

Commenti

beale

Dom, 27/03/2016 - 10:32

....."Il mercato sta rinnovandosi nelle pubbliche utilità sia nelle tecnologie sia nei nuovi servizi,".........il mercato? cosa sono questi eufemismi? chi organizza " il mercato"? chi pensa a nuove pubbliche utilità? le nuove tecnologie sono a vantaggio di tutti o vengono sfruttate da pochi a danno di tutti? il professor Forte non pensa più da socialista posto che in passato lo sia mai stato?

Ritratto di pinox

Anonimo (non verificato)

cgf

Dom, 27/03/2016 - 12:40

io stesso avrei un tot di possibilità aperte quest'anno, ma se come primo anno devo pagare in tasse oltre il 110% di quello che prendo... senza contare sempre nuovi adempimenti che comportano maggiori costi... non è con le burocrazie che si creano nuovi posti di lavoro, saranno sempre kompagni, non perderanno mai la mentalità statalista.

Duka

Gio, 31/03/2016 - 07:18

Smettetela di raccontare balle stratosferiche. NESSUNA legge costruisce lavoro non c'è job act che tenga , queste cose vai a raccontarle all'asilo. L'economia e il lavoro sono gestiti esclusivamente dal mercato. CHI non ha mai rischiato un centesimo di tasca propria questo non lo capirà mai.