La Merkel striglia il suo partito: "Non canta più canzoni di Natale"

Risatine nelle file Cdu. E lei rincara la dose: "Parlo seriamente"

Berlino - «Quanti di voi intonano i canti cristiani alle feste di Natale della Cdu?». All'inizio i delegati del congresso straordinario dell'Unione cristiano-democratica credevano che la leader del partito nonché cancelliera federale, Angela Merkel, stesse scherzando. La leader tedesca era invece serissima: «Noi siamo il partito con la C nel nostro nome. Cosa vogliamo trasmettere ai nostri figli e ai nostri nipoti?». Smorzate sul nascere le risa della platea, la cancelliera ha chiesto se i quadri del partito sono soliti cantare Tamtatata o Schneeflöckchen, Weißröckchen, una domanda che ha colto i delegati in contropiede.

All'assise convocata nella nordorientale Wittenburg l'ordine del giorno era tutt'altro: ratificare l'accordo coi socialdemocratici per un nuovo governo di grande coalizione in Meclemburgo-Pomerania anteriore. Una scelta obbligata dopo il pessimo risultato elettorale ottenuto lo scorso settembre della Cdu nel Land orientale; in quell'occasione il partito cristiano democratico è scivolato al terzo posto, facendosi sorpassare a destra dai populisti di Alternative für Deutschland (AfD), la formazione che ha dichiarato guerra alla politica di accoglienza dei profughi mediorientali dettata da Merkel. L'esito del voto nel Land orientale, uno fra i meno coinvolti nel processo di assorbimento dei profughi eppure fra i più pronti a votare per AfD, ha fatto suonare un campanello d'allarme nella Cdu: il nemico è a destra. Oggi i rapporti fra i due partiti oscillano fra il pessimo e l'inesistente. Basti pensare che il candidato conservatore per il ministero della Giustizia nell'amministrazione del Meclemburgo è stato obbligato a ritirarsi per aver fatto «mi piace» a un post sul profilo Facebook di AfD. In un momento di resipiscenza conservatrice, ieri la cancelliera ha tentato di uscire dal centro dello schieramento politico che ha occupato con una politica di accoglienza capace di spiazzare gli stessi socialdemocratici. Davanti ai delegati Merkel ha anche ammesso di essere consapevole che «il paese è preoccupato per l'Islam». E tuttavia ha puntato il dito contro AfD. «È un partito che sa sempre dire cosa c'è che non va, che sa dire no, capace di mettere il dito nella piaga là dove fa più male; eppure non sa rendere la nostra vita migliore».

Commenti

antipifferaio

Dom, 23/10/2016 - 11:12

Brutto segno per la kulona... Solitamente i tedeschi sono estremamemte rispettosi dell'autorità e non si sognano minimamente di ridergli in faccia, anche se fa battute idiote come sulle canzoni di Natale. A tal proposito è segno evidente che la Merkel ha oltrepassato il segno della tolleranza, anche perchè la Germania è si una nazione evoluta socialmente, ma ha anche profonde radici Cristiane. La sola frase «Noi siamo il partito con la C nel nostro nome. Cosa vogliamo trasmettere ai nostri figli e ai nostri nipoti?»....lascia interdetti anche perchè alla "C" si potrebbe dare un sigificato non propio educato visti i risultati.......

VittorioMar

Dom, 23/10/2016 - 11:24

...che AFFRONTO !!...i tedeschi festeggiano il Natale e cantano le canzoncine,e noi lo rifiutiamo!!...che lezione di serietà politica,senza curarsi di offendere qualcuno!!

DIAPASON

Dom, 23/10/2016 - 11:27

Le Donne al potere sono storicamente foriere di guai, come le religioni ortodosse; abbiamo purtroppo piccoli esempi anche in Italia. Tra poco lo stato piu' potente del mondo potrebbe essere guidato da una donna, c'e' poco da stare allegri.