La Merkel vuole mezzo milione di esuli l'anno

Berlino Angela Merkel va avanti a testa bassa sulla linea dell'accoglienza ai profughi in fuga dal Medio Oriente in fiamme, siriani in primis. In conferenza stampa congiunta con il primo ministro svedese Stefan Löfven, la cancelliera tedesca ha accolto con favore il piano del presidente della Commissione europea, Claude Juncker, per una riforma delle regole Ue in tema di diritto d'asilo. Il progetto di Bruxelles prevede la ridistribuzione fra i 28 Stati membri di 120 mila rifugiati. La possibilità di riallocare i profughi anche al di fuori del Paese del porto di approdo, significa superare il regolamento Dublino 3, formalmente ancora in vigore ma crollato sotto le ondate umane delle ultime settimane. «Questo è un primo passo importante» ha commentato la leader cristiano-democratica, lasciando intendere che quella suggerita da Juncker è solo la prima di molte quote di rifugiati da ridistribuire. A regime la Merkel immagina «un sistema aperto per la riallocazione dei richiedenti-asilo».

Una politica sgradita soprattutto i membri comunitari nord-orientali, immuni dagli sbarchi e dalle marce di profughi. Nelle ultime settimane anche la Svezia ha accolto un alto numero di rifugiati e il premier Löfven ha fatto eco alla cancelliera. «Siamo d'accordo nel continuare a spingere per una riforma della politica europea in tema di asilo: tutti i Paesi devono farsi carico dell'aiuto a favore degli sfollati».

Sostenuta dal suo ospite svedese, Merkel è apparsa molto determinata: «Raramente sono stata così convinta che ciò determinerà il futuro dell'Europa e se questa accetterà davvero il valore della libertà individuale». Sulla questione Merkel ci mette la faccia: «Il mondo intero ci sta guardando. Noi ci stiamo facendo carico del problema».

Una fuga in avanti, quella della cancelliera, tesa tanto a dettare la linea all'Europa secondo i desiderata di Berlino, quanto a dare un deciso segnale politico sul fronte interno. Critiche alla politica di braccia aperte ai siriani sono giunte nelle ultime ore non solo dagli euroscettici di Alternative für Deutschland ma anche dai cristiano-sociali bavaresi (Csu), costola conservatrice del governo di grande coalizione.

Poco prima di ricevere Löfven, Merkel si era fatta anticipare in televisione dal numero due del governo tedesco, Sigmar Gabriel. Il leader socialdemocratico aveva annunciato che la Germania potrebbe assorbire fino a 500 mila rifugiati all'anno «per diversi anni». Una bastonata per la Csu ma una risposta chiara a chi chiede più manodopera (straniera) per rispondere alle necessità di alcuni settori produttivi.

Parole accolte con favore anche dagli economisti tedeschi che, davanti a una popolazione in forte invecchiamento, temono per la tenuta del sistema previdenziale: «Sono certo che riusciremo a gestire questa quota di immigrati per alcuni anni consecutivi. Al riguardo non ho dubbi» ha concluso Gabriel.