Dal «Messaggero» al «Giorno», prove di risiko

Riflettori puntati su Caltagirone, la famiglia Monti-Riffeser pronta a nuove alleanze

Sotto a chi tocca. Mentre il Sole24Ore assicura che è in grado di «ballare» da solo e non ha intenzione di fare avances dalle parti di via Solferino, il mercato editoriale accende i riflettori sul prossimo round di quello che gli addetti ai lavori chiamano «consolidamento». Il risiko di carta editoriale potrebbe, anzi sicuramente, è destinato seppur nel medio-lungo periodo ad allargarsi ad altri attori. Quali? Si parla da mesi di un matrimonio fra Libero controllato dalla famiglia Angelucci e il Tempo, quotidiano finora pubblicato dal costruttore romano Domenico Bonifaci e ora in liquidazione al Tribunale civile della Capitale che aveva invitato a presentare entro il primo marzo manifestazioni d'interesse per testata, marchio online, computer, software, arredi e subentro nell'affitto dei locali. E gli unici a farsi avanti sarebbero stati appunto gli Angelucci con un'offerta di 12,5 milioni e un piano che prevede l'impiego di 15 giornalisti su un organico di una trentina.Le mosse più attese sono però quelle di Francesco Gaetano Caltagirone, patron dell'omonimo gruppo che edita Il Messaggero, Il Mattino, Il Gazzettino e il Corriere Adriatico (che ieri non sono usciti in edicola per uno sciopero proclamato dai poligrafici): qualcuno scommette su un suo possibile interesse per le quote del Corriere della Sera ma chi lo conosce bene sostiene che l'ingegnere adesso è più impegnato a occuparsi dei suoi investimenti finanziari come le Generali (continua lo shopping di azioni del Leone nelle ultime settimane) e che quindi per il momento si limita a osservare le manovre in campo. Al futuro valzer di alleanze potrebbe partecipare anche la Monrif della famiglia Monti-Riffeser, presente sul mercato attraverso la Poligrafici Editoriale con il circuito Qn (Quotidiano nazionale), Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.Il boccone è ghiotto: conquistare la galassia Qn significa entrare in giornali fortemente radicati sul territorio. Ma mettere le mani sulla proprietà non è facile finché c'è l'inossidabile Marisa Monti, che ha ereditato dal padre Attilio il Resto del Carlino costruendoci poi attorno un polo editoriale. Di cui, per altro, il fratello di Diego, Andrea Della Valle, è già azionista con circa il 10% acquistato nel 2010 da Rcs per 9,5 milioni di euro. Intanto, tornando alle nozze fra Stampa e Repubblica la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ha già chiesto un incontro preliminare con i vertici del nuovo polo per valutarne gli effetti sul fronte dell'organico. Nel lungo periodo non si può escludere che eventuali sovrapposizioni di personale portino a tagli ed esuberi. Oggi La Stampa ha 160 giornalisti, Repubblica 400.CC