Migrante ferisce il capotreno: è caccia all'uomo

Al controllo dei biglietti l'uomo di colore estrae un coltello da cucina e colpisce: ferita alla mano

Flavia Mazza Catena

Lodi Il controllore passa a validare i biglietti sul treno e si ritrova accoltellato da un africano senza motivo, dopo avergli solo chiesto cosa stesse facendo seminascosto e agitato in un angolo del convoglio. È successo ieri mattina nel lodigiano. Sono da poco passate le 7. Il regionale di Trenord 20410 è appena partito da Piacenza diretto a Milano Greco Pirelli. È all'altezza della stazione di Santo Stefano Lodigiano che si scatena la follia. Il capotreno in turno, 45 anni, ha appena iniziato il suo giro per vedere se tutti i passeggeri sono in regola. Sta passando tra il secondo e il terzo vagone. A un certo punto vede isolato un uomo di colore, che si muove in maniera strana. Ha appena il tempo di domandargli: «Cosa stai facendo?», dopo aver tentato di richiedere il biglietto, che lui si gira di scatto e tenta di infiglargli nell'addome il coltellaccio da cucina che ha già in mano. Ma il controllore ha senz'altro un angelo custode attento. In poche frazioni di secondo riesce, infatti, a prevenire a mossa, porta il braccio destro all'addome e il coltello si conficca nella mano. Una ferita comunque grave, che richiederà poi, una volta ricoverato, un'impegnativa operazione per evitare danni permanenti. Ma almeno gli organi vitali sono salvi.

È a questo punto che l'africano mette in atto la seconda mossa velocissima a sorpresa. Mentre il controllore rimane a terra sanguinante, riesce ad attivare la procedura di sblocco della porta del treno ancora in corsa, a spalancare a forza il portellone e a saltare giù facendo perdere le proprie tracce all'altezza dell'abitato di Santo Stefano Lodigiano. Da qui l'allerta di passeggeri attoniti a 118, Polfer e carabinieri. In un attimo, alla succcessiva stazione di Codogno, arrivano tutti. La vittima viene caricata sull'ambulanza e portata nell'ospedale locale. Alle 12 verrà dichiarata fuori pericolo, ma continuerà a chiedersi come sia possibile aver rischiato la vita senza aver fatto del male a nessuno.

Ieri alle 18 il procuratore della Repubblica Domenico Chiaro ha dichiarato di avere una pista, di essere vicini all'arresto dell'aggressore che verrà con tutta probabilità incriminato di tentato omicidio e considerato, con le stesse parole del procuratore: «Un uomo estremamente pericoloso oltre che molto forte, che può colpire di nuovo». E mentre la caccia all'uomo è in atto, si cerca un giovane tra i 20 e i 30 anni, alto 1 metro e 80, con i capelli a treccine con i jeans e una t-shirt rossa, la politica si è scatenata. Claudio Pedrazzini, presidente di Forza Italia nel Consiglio regionale della Lombardia, attacca: «È da tempo che denunciamo i rischi per la sicurezza sui convogli». I sindacati hanno proclamato per lunedì uno sciopero in segno di protesta. E da oggi il personale di bordo «effettuerà controlli esclusivamente laddove sussistano condizioni di sicurezza compatibili con l'espletamento delle proprie funzioni». Insomma, adesso, anche gli addetti ai lavori dicono basta.