Migranti, ultimatum all'Europa «Condivisione o frana l'Unione» Conte e Salvini incontrano il commissario Avramopoulos che twitta: «Visita positiva». La replica: «Aspettiamo i fatti»

Lodovica Bulian

«Priorità condivise», «affinità» sull'immigrazione, «sostegno» dell'Europa all'Italia. Eppure a ogni caso Diciotti o Sea Watch, lo scontro e l'immobilismo europeo sull'accoglienza dei migranti si ripetono. Alle parole ottimistiche del commissario Ue alle Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, che ieri ha incontrato il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e al Viminale il ministro dell'Interno Matteo Salvini, risponde proprio lo scetticismo del vicepremier: «Aspettiamo i fatti. Ad Avramopoulos ho messo in mano un elenco di 670 persone ricollocabili già da oggi pomeriggio». Si tratta dei richiedenti asilo che dovrebbero essere presi in carico dagli altri Stati membri in base agli accordi comunitari per la redistribuzione di profughi da Italia e Grecia. «La ricollocazione - ha precisato Salvini - resta una toppa, l'unico modo di risolvere il problema è bloccare qualsiasi tipo di partenza o di sbarco».

Sembrano alle spalle le tensioni sulla gestione dei migranti sbarcati a Malta dopo settimane in mare, di cui quindici saranno accolti dalla chiesa valdese in Italia e che «non so quando arriveranno».

«Incontro costruttivo con il primo ministro italiano Giuseppe Conte - ha twittato Avramopoulos - lavoriamo insieme a soluzioni europee per gestire meglio la migrazione. L'Europa è a fianco dell'Italia per affrontare insieme questa sfida». Ma al di là delle «affinità sull'immigrazione» con il commissario che viene da «un paese lasciato solo» come la Grecia, il premier ha ricordato che «non siamo Alice nel paese delle meraviglie, che anche altri mantengano gli impegni». Se casi come See watch «si verificano ogni giorno, non è più un'eccezione». Ecco perché il governo italiano terrà il punto, «proseguirà con la linea del rigore qualora i 27 paesi della Ue non ripartiranno i migranti tra tutti. Terremo la posizione fino a quando i migranti saranno ripartiti tra i 27 paesi europei. Se l'Italia è lasciata sola, questa non è Europa. Se si continua a tergiversare rischiamo di far cadere l'edificio europeo», ha avvertito Conte, che oggi sarà in missione nella regione del Sahel. Prima in Niger e poi in Ciad, dove transitano migliaia di migranti che tentano di raggiungere il Vecchio Continente.

A sentire Avramopoulos con Salvini «condividiamo le stesse priorità: protezione delle frontiere, cooperazione con Paesi terzi per bloccare la migrazione irregolare e aumentare i rimpatri ma anche instaurare un meccanismo di solidarietà». Cosa che finora, per il vicepremier non è accaduta: «Se l'Europa passa dalle parole ai fatti - ha aggiunto il titolare del Viminale - si salva, altrimenti non esiste. Il 2019 è il primo anno in cui le espulsioni superano gli arrivi. Abbiamo cominciato bene». Dall'inizio dell'anno ci sono stati 53 sbarchi a fronte di 840 avvenuti nello stesso periodo dell'anno scorso, e le espulsioni sono state 73.