L'islamica proposta dal Pd a capo della Cultura di Milano rinuncia alla candidatura

Il passo indietro dopo le polemiche. Anche il sindaco Sala si era detto dubbioso

L’islamica Sumaya Abdel Qader non sarà, come invece voleva il Partito Democratico, il nuovo presidente della commissione Cultura di Milano.

La consigliera comunale di fede islamica, che nelle intenzioni dei dem meneghini avrebbe dovuto prendere il posto di Paola Bocci (eletta in regione Lombardia, sempre in quota democratica), ha fatto saggiamente un passo indietro, vista l’ondata di critiche (bipartisan) che la sua candidatura aveva ricevuto.

A partire dal suo stesso schieramento, nel quale più di qualcuno era rimasto perplesso dell’opportunità della cosa. Su tutti, il sindaco Beppe Sala, che dichiarava appunto: "Freniamo un attimo. La Commissione cultura è una delle commissioni, ma è molto delicata e suscita interesse in città, quindi il mio suggerimento è di coinvolgere in un confronto tutte le forze politiche, di maggioranza in primis, e poi di portare una soluzione".

La consigliera musulmana, in un lungo post pubblicato su Facebook, ha scritto: "Per non prestarmi alle inutili e sterili strumentalizzazioni di questi giorni emerse intorno al mio nome ho deciso di ritirare la mia disponibilità a ricoprire l’incarico di presidente della commissione cultura". Poi, la dem aggiunge: "Possiamo dire che è una sfida persa? Forse sì, non certo per me, ma per la città che si batte nella via del riconoscimento dei pieni diritti, dell’inclusione e della reale libertà degli individui di essere considerati per il merito". Infine, anche un videomessaggio per ringraziare chi l’ha sostenuta e le è stata vicina nelle ultime ore.

In pole per la poltrona c’è ora il direttore d’orchestra Alberto Veronesi.

Commenti

ginobernard

Ven, 29/06/2018 - 12:49

cià più buon senso lei ... vuol dire che è una donna intelligente.

MOSTARDELLIS

Ven, 29/06/2018 - 12:53

Ma se tutti avevano dei dubbi, compreso il simpatico Sala, si può sapere che l'aveva proposta?

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euklid

Ven, 29/06/2018 - 13:00

Nominare una donna islamica a presiedere la commissione cultura nella città di Manzoni è sicuramente un gesto simbolico. E' una manifestazione dei valori liberali della civiltà occidentale o è il simbolo della crisi di identità e della mancanza di cultura di una certa sinistra?

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mariosirio

Ven, 29/06/2018 - 13:00

i democratici italiani devono smettere di prendere soldi da ogni parte pur di averne.

steacanessa

Ven, 29/06/2018 - 13:13

Riprovo. Persino una schiava islamica ha più buon senso dei compagni di merenda.

DRAGONI

Ven, 29/06/2018 - 13:43

DIMOSTRANDO CHE HANNO PIU' SALE NELLA ZUCCA DEL CATTO COMUNISTA SALA.

bremen600

Ven, 29/06/2018 - 14:09

ecco bene.

jenab

Ven, 29/06/2018 - 14:13

bravissima, adesso togliti la copertura inutile, lascia perdere l'islam , e dedicati a qualcosa di più importante

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Antimo56

Ven, 29/06/2018 - 14:41

Brava. Sei un refuso demografico. Adess' ciapa il cammell, raccatta i tuoi stracci, e anda che ti rianda ritornatene al tuo paese, in Africa possibilmente.

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giovinap

Ven, 29/06/2018 - 17:22

i pagliacci patani si permettono di parlare di de magistris: buffoni, incominciate a farvi prendere le misure per la sottana islamica, che ormai ci siete!

Divoll

Ven, 29/06/2018 - 20:47

MENO MALE! Se fosse stata una persona davvero per bene, la sua candidatura per un posto del genere non l'avrebbe mai nemmeno proposta. Io non darei la mia disponibilita' a coprire al carica, di assessore culturale, che so?, in Svezia o in Congo. Perche' a questa straniera e' sembrato normale accettarla in Italia?!

gpl_srl@yahoo.it

Sab, 30/06/2018 - 07:05

la vergona della sinistra milanese non ha limiti!