Milano, omicidio stile «Kill Bill» Uccide compagno con la katana

Il 40enne ferito alla gamba da una spada di 30 centimetri muore dissanguato Inutili i soccorsi. La fidanzata, una web designer di 44 anni, finisce in manette

Cristina BassiMilano Ucciso dalla compagna con una katana. Via Filippo Carcano, la strada in zona Fiera dove il 5 maggio 2003 Andrea Calderini fece una strage sparando dal proprio balcone, torna alla ribalta della Milano «nera». Ieri pomeriggio, sono da poco passate le 15. In un appartamento al civico 5 scoppia una violenta lite tra un uomo e una donna. Sono il milanese Mauro Sorboli, 40 anni, senza lavoro, con precedenti penali per spaccio. E Valentina Aguzzi, 44 anni, un impiego da web graphic designer in una casa discografica e nessun precedente. Lei impugna una piccola spada giapponese - la lama è di circa trenta centimetri - e colpisce il convivente a una gamba poco sopra il ginocchio. L'arma, di quelle tradizionali usate dai samurai, si trovava in casa: era dell'uomo. Il colpo recide l'arteria femorale e la situazione precipita. In pochi minuti la vittima - che pare avesse bevuto - muore dissanguata, prima ancora che arrivino i soccorsi. Dopo aver ferito a morte il compagno, è la donna a chiamare in lacrime il 118. I paramedici, che però non possono più fare nulla per l'uomo, chiedono poi l'intervento della Polizia. La 44enne viene trovata ancora in casa, bloccata e portata in questura per essere interrogata. Si trova in stato di arresto per omicidio volontario. «Ho lanciato la spada e l'ho preso per sbaglio», avrebbe dichiarato agli agenti. Ma dai primi rilievi medici risulterebbe che la ferita alla gamba di Sorboli, che gli è stata fatale, è molto profonda. Sembrerebbe quindi che sia stata inferta con un colpo da poca distanza. L'arma del delitto è stata sequestrata. La coppia, che non è sposata, conviveva da circa un anno e non ha figli. La polizia è al lavoro per ricostruire la dinamica esatta dei fatti. La Scientifica è subito arrivata sul posto per fare le ricerche necessarie e il corpo della vittima è rimasto nell'abitazione al terzo piano fino a sera. Gli elementi però sono frammentari. Le ragioni dell'omicidio non sono chiare. Da quanto riferito dalla stessa Aguzzi durante l'interrogatorio, la lite sarebbe scoppiata per motivi banali e poi sarebbe degenerata. Il convivente l'avrebbe trattata male per ore e lei avrebbe minacciato di uccidersi impugnano la katana. Lui non avrebbe reagito e a quel punto la donna avrebbe rivolto l'arma verso Sorboli, dicendo: «Ti faccio del male». I vicini hanno raccontato che spesso li sentivano litigare. «Sorboli? Un ragazzo con problemi, rissoso e che alzava spesso il gomito alla Trattoria del Jazz, qui sulla via», dice uno di loro. «Lo vedevo rientrare con degli oggetti strani, particolari, tipo armi medievali - aggiunge un residente del civico 4 -. Ad esempio aveva portato a casa una mazza con due palle chiodate». Un'altra vicina: «Mi pare che fosse mantenuto dalla famiglia, non lavorava. Sembrava violento e ultimamente lo vedevo poco. Magari la fidanzata ha reagito per legittima difesa». Sul profilo Facebook la vittima - con il nickname «Crazy cool» - sfoggiava il nuovo tatuaggio alla caviglia: un ritratto di Hitler.