A Milano il primo un disoccupato marocchino "leghista"

Il primo della fila al Caf della Camera del Lavoro a Milano è un marocchino «leghista». Mustapha Aarboubi (foto) ha 56 anni e vive in Italia da trenta. «Sono arrivato nel 1989, una vita fa» racconta mentre mostra dimestichezza con i moduli che gli consentiranno di ricevere il Reddito di cittadinanza. «Il signor Di Maio e il signor Salvini hanno dato bene le informazioni in tv, ero contento di ascoltarli» ride. E aggiunge: «Mi fido di Salvini e della Lega, per me era bravo anche Umberto Bossi». Mustapha racconta di essere un metalmeccanico esperto, dal 2002 ha lavorato in maniera costante con le macchine utensili poi è rimasto disoccupato e ha dovuto lasciare anche la casa. «Sono stato disperato, ho lasciato l'affitto e ora dormo in un dormitorio. Ho cercato un posto dappertutto, ho tre figli, una moglie, la mamma e due sorelle in Marocco, devo aiutarle economicamente».

Il Reddito di cittadinanza è stata la svolta, quando arriva il suo turno il marocchino con cittadinanza italiana consegna allo sportello i documenti e i moduli, garantisce che se troverà da solo un impiego avviserà l'Inps, come prevede la legge («certo, se trovo un lavoro da 1.200 o 1.300 euro al mese è certamente meglio dei 700 e passa del Reddito»). Cosa farà con il primo sussidio? «Appena arriva se posso devo girare dei soldi alla famiglia in Marocco, hanno bisogno, il secondo mese andrò a cercare un alloggio in affitto, perché senza casa non si può andare avanti».