Mina Deutsche Bank per la Merkel

Il colosso tedesco ha lanciato l'allarme utili e il titolo è colato a picco sul Dax

Gli occhi dell'Europa sono rimasti puntati per giorni sulle cenerentole italiane del credito. Ma anche la Merkel ha i suoi conti che non tornano allo sportello: mentre ieri le nostre banche finalmente rivedevano gli acquisti rimbalzando in Borsa, sul listino di Francoforte colava a picco Deutsche Bank. Il colosso tedesco ha infatti lanciato un allarme sui profitti in vista dei risultati che saranno resi noti il 28 gennaio e ha detto di aspettarsi nel quarto trimestre del 2015 una perdita netta di 2,1 miliardi di euro principalmente a causa di costi legali (1,2 miliardi di euro solo nei tre mesi scorsi) e di penali relative alle rescissioni di alcuni contratti con clienti privati (800 milioni). Un dato che porta il totale delle perdite del gruppo nel 2015 a 6,7 miliardi, il primo bilancio in rosso dal 2008. Il manager inglese John Cryan, che è dallo scorso luglio ha preso il timone del gruppo, ha annunciato a ottobre una cura lacrime e sangue da portare avanti fino al 2020 con il taglio di 35 mila posti di lavoro e nessun dividendo per due anni. Ma secondo alcuni analisti potrebbe non bastare e qualcuno teme il peggio, ovvero che la Deutsche Bank possa diventare un nuovo caso Lehman Brothers, il cui fallimento (15 settembre 2008) segnò l'inizio della crisi finanziaria mondiale. Colpa del lungo elenco di infortuni finanziari in cui è inciampato il gigante teutonico reduce da una conduzione manageriale spericolata, tra illegalità e scommesse sui derivati. Negli ultimi tre anni Deutsche Bank ha dovuto sborsare 9 miliardi di dollari per contenziosi legali. Ad aprile dell'anno scorso si è accordata con il Dow Jones per pagare un'altra multa di 2,5 miliardi di dollari (25.472 dollari per dipendente), a cui è seguita una sanzione della Sec (la Consob americana) di 55 milioni di dollari per registrazioni irregolari. Infine, l'incubo dell'esposizione ai derivati stimata pari a 75 mila miliardi di dollari, venti volte il pil della Germania. E pensare che uno dei due ex amministratori delegati, l'indiano Anshu Jain, era stato ingaggiato proprio perché ritenuto un esperto di finanza speculativa. Morale: il titolo Deutsche Bank ieri ha chiuso la seduta in calo di oltre il 3% dopo aver perso quasi il 10 per cento. A ciascuno la sua Caporetto.CC

Commenti
Ritratto di centocinque

centocinque

Ven, 22/01/2016 - 16:14

Cosa nota, ma banca tedesca, quindi va bene come i diesel VW e le mozzarelle blu.

giusemau

Sab, 23/01/2016 - 17:47

non è una mina ma una bomba atomica !!!!!!!