Il mio viaggio intorno al Giro

Oggi il Giro scatta con una cronosquadre: da San Lorenzo a Sanremo. Pensate che una delle prime cronosquadre al Giro d'Italia si è svolta proprio a Sanremo. Nel 1953 la prima, nell'autodromo di Modena. La seconda nel '54, a Sanremo. Ma per me Sanremo è soprattutto una data: martedì 19 marzo 1946. Per anni la Sanremo si è corsa nel giorno della festa di San Giuseppe. Era una delle feste comandate, e noi ragazzini non andavamo a scuola. Era il preludio alla primavera, ma era anche la prima Sanremo che si correva dopo la guerra. Io sono un bimbetto di sei anni che ha cominciato ad interessarsi al ciclismo (...)

(...) grazie ai racconti del papà. Inizialmente tenevo per Bartali: in quel periodo, tutti o quasi erano per Gino, perché era un campione già affermato.

In principio era Bartali, poi scoprii Coppi. Da bimbo, a Tombolo, mi divertivo con i compagni a fare le gare di ciclismo lungo un torrente. Preparavamo tanti legnetti piatti piatti sui quali scrivevamo i nomi dei corridori più importanti. Poi li gettavamo nel torrente e li seguivamo: vinceva il titolare del legnetto che arrivava giù per primo. Io ero Bartali, ma vinceva sempre un mio amico che aveva Coppi. Io non sapevo nemmeno chi fosse Fausto Coppi. Poi un giorno chiesi lumi al babbo. Lui era un grande appassionato di ciclismo e grandissimo tifoso del Campionissimo e in quel momento mi aprì un mondo.

Sembrerà strano passare così da Bartali a Coppi, ma ero piccino, e ho immediatamente ritrovato la stella polare. Nel ciclismo esiste una logica anche nel parteggiare per un corridore piuttosto che per un altro... In principio c'era la rivalità Girardengo-Belloni: il campionissimo con la «c» minuscola e l'eterno secondo. Poi arrivò Binda e Girardengo - non più giovanissimo - cominciò a perdere qualche colpo. Ma i tifosi di Girardengo potevano tifare per colui che aveva in pratica annientato il loro campione? Certo che no. Ecco allora che per loro arriva l'uomo della provvidenza, che è Guerra, la locomotiva umana, colui che dà fastidio al trombettiere di Cittiglio. Così Binda comincia anche lui la sua parabola discendente e Bartali ne approfitta per ingaggiare i suoi duelli con Guerra. Ecco che i tifosi di Binda passano dalla parte di Ginettaccio. C'è una vera e propria metrica che collega queste fazioni distinte: Girardengo-Guerra-Coppi da una parte, Belloni-Binda-Bartali dall'altra.

Ma torniamo alla Sanremo del 1946. Una giornata storica per lo sport italiano, per il ciclismo e per me in modo particolare. La ricordo come se fosse ieri. È l'impresa che fa nascere il mito del Campionissimo. Ricordo che Nicolò Carosio dopo aver annunciato il trionfo di Coppi disse alla radio: «E ora in attesa del secondo classificato, un po' di musica da ballo...».

( da “Un Giro intorno a me” per gentile concessione di Sperling&Kupfer )

di Presidente Banca Mediolanum