Ma al Mise ora Di Maio licenzia "Mr 130 tavoli"

Non rinnovato - senza preavviso - il mandato al capo dell'unità di crisi che gestisce le vertenze che coinvolgono il Ministero dello sviluppo economico: sul suo tavolo ancora 130 dossier aperti

Mentre fa "zio Paperone" e presenta il suo reddito di cittadinanza, Luigi Di Maio fa fuori "mister 130 tavoli". Si tratta di Giampietro Castano, capo dell'unità di crisi che gestisce le vertenze che coinvolgono il ministero dello Sviluppo economico.

"Il mio contratto scadeva il primo febbraio e da quel giorno non sono più a capo dell'Unità di Gestione delle vertenze per le crisi di impresa del Mise", rivela con amarezza all'Adnkronos lo stesso Cartano che ha svolto quel ruolo per 11 anni ed è stato riconfermato da 8 ministri, "Il preavviso? Non è obbligatorio dare preavviso prima che scada un contratto, è solo questione di cortesia...". Sono centinaia le vertenze che sono passate dal tavolo di Castano: "Saranno state 600-700, non le ho contate", dice, "Ci sono 130-135 tavoli aperti, io ho lavorato fino all'ultimo minuto come sono abituato a fare. Adesso penserò al futuro...".

"È un passo importante e necessario per uscire dalla gestione a dir poco fallimentare degli ultimi anni", dice soddifatto Stefano Lucidi, senatore M5S. "Non conosco questo signore e non commento", taglia però corto Castano che non ha ancora un successore e - conferma all'Huffington Post - ha scoperto solo nei giorni scorsi di dover lasciare il suo posto: "Fino al 31 gennaio, giorno della scadenza del contratto, nessuno mi aveva detto nulla", spiega"Avevo chiesto informazioni, ma niente. Comunque sia con il nuovo governo c'era un minore coinvolgimento rispetto al passato. Poco scambio di informazioni reciproche nonostante alcune vertenze avessero la necessità di essere affrontate tenendo presente la loro storia".

"Non giudico la mancata riconferma di Castano perché rientra nelle normali prerogative del ministro e del ministero", insorge quindi Marco Bentivogli della Fim Cisl all'Adnkronos, "Ma, certo, è una cosa che va ad aggiungersi a una situazione in cui c'è il ministero più 'chiuso' al dialogo degli ultimi 15 anni. Oggi al Mise non rispondono neanche al telefono, il ministro si nega...".

Commenti

schiacciarayban

Lun, 04/02/2019 - 17:10

C'è il barista di Pomigiano d'Arco in lizza per il posto, è una persona di fiducia, molto onesta, non sa cosa sia un'unità di crisi ma imparerà, ha 21 anni e la terza media.

Gianca59

Lun, 04/02/2019 - 17:25

Pensando ai risultati ottenuti, anche il barista di Pomigliano può fare quel lavoro.....

Ritratto di direttoreemilio

direttoreemilio

Lun, 04/02/2019 - 21:14

Il Mise un altra istituzione voluta dalla sinsitra e dai berlusconini per piazzare i loro parassiti, incompetenti e incapaci , non adatti a portare voti ma a favorire le idee dei capi reciproci.

razzaumana

Mar, 05/02/2019 - 00:10

...barista - o - NON barista,l'importante é che NON sia il solito M5S supponente e NON SCOLARIZZATO. Cioé - IGNORANTE - nel giusto significato del termine.

milano1954

Mar, 05/02/2019 - 08:17

non uno, ma almeno 200 o 300 di questi burocrati di rigorosa nomina pd andavano fatti fuori...come aveva fatto peraltro Prodi . Prima di piagnucolare sulle disavventure degli amichetti vostri, pensate che i vostri lettori hanno un po' di memoria...