"Missili francesi tra i ribelli". Tutto l'imbarazzo di Parigi. La furia di Roma: "Chiarire"

Parigi ha ammesso la presenza di suoi missili in una base usata da forze leali al generale libico Khalifa Haftar, a Gharian, ma ha negato che sia stata la Francia a fornirli ai combattenti. Il ministero della Difesa francese ha spiegato che i quattro missili Javelin, trovati dalle truppe del premier Fayez al-Serraj nella base di Gharian, dopo la riconquista della località a sud di Tripoli, erano in dotazione alle forze francesi, «schierate a scopi di intelligence antiterrorismo» in Libia.

Tuttavia, i missili «danneggiati e fuori uso» erano stati «temporaneamente immagazzinati in un deposito per la distruzione». «E non sono stati trasferiti alle forze locali», ha sottolineato il ministero in una nota senza però spiegare come siano finite nelle mani dei ribelli filo-Haftar. Queste armi erano «di proprietà delle nostre forze per la loro stessa sicurezza» e «non è mai stata in questione» l'idea di «vendere, cedere, prestare o trasferire queste munizioni a chiunque in Libia», ha ribadito.

«Sarebbe un fatto gravissimo, chiederemo spiegazioni: dobbiamo lavorare tutti insieme per pacificare la Libia, non per armare gruppi che poi attaccano obiettivi civili», dice il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, interpellato sulla vicenda. Sebbene non riconosciuto ufficialmente, Parigi è tra i principali sponsor dell'uomo forte della Cirenaica, Haftar, in lotta contro il governo internazionalmente riconosciuto di Serraj. L'ammissione è decisamente un motivo di imbarazzo per la Francia che ha sempre negato di assistere le forze di Haftar sul terreno.

Commenti

dagoleo

Gio, 11/07/2019 - 12:00

beh che volete? si son smarriti 4 missili e quelli li hanno trovati e li hanno usati. cosa volete che ne sappia la Francia. sempre a pensar male.

dagoleo

Gio, 11/07/2019 - 12:02

beh in effetti può capitare a tutti di smarrire un pò di missili terra aria. come siete pignoli!!

Ritratto di aorlansky60

aorlansky60

Gio, 11/07/2019 - 12:33

non capisco di che cosa ci sia da stupirsi... i soldi -priorità per cui anche l'industria della armi lavora a livello globale- non hanno colore e/o bandiera, sono soldi e basta. Non vi dice niente un film del passato "Finchè c'è guerra c'è speranza" - quello con Alberto sordi ?? La Francia è al 5to posto per produzione e export di armi nel mondo, l'Italia al 9no posto - fonte dati report SIPRI 2018, tutti quanti lavorano per business, non gli interessa le conseguenze ne i posti dove le loro vendite sono dirette. Poco etico dirà qualcuno, ma quanto etico c'è nel commercio di armi???